Fedeli carissimi, a Pasqua tutti fanno festa; è come se fosse obbligatorio per tutti essere lieti e di buon umore. Perché è Pasqua. Ma che vuol dire è Pasqua? Certo si può far festa senza farsi tante domande; ma allora la festa finisce presto. . .

e molta gente può avere più di un motivo per non essere gioiosa neanche il giorno di Pasqua.

Pasqua è festa perché c’è stato in questa terra un uomo che si chiamava Gesù di Nazareth, che fu condannato a morire sulla croce a Gerusalemme, al tempo di Ponzio Pilato, e fu sepolto. E come succede per tutti, anche per Gesù la sepoltura sembrava significare l’ultimo atto della sua vita: nella vicenda di ogni uomo la pietra che chiude la tomba è come la parola fine.

Ed invece nel caso di Gesù non fu così. Le donne che il terzo giorno andarono alla tomba trovarono il sepolcro aperto e vuoto: il corpo di Gesù non c’era più. Cos’era successo? Come si poteva spiegare questo fatto? Chi poteva aver portato via il cadavere del Crocifisso, lasciando nel sepolcro le bende e il sudario? La tomba vuota di Gesù rimane come un grande interrogativo, una provocazione.

La risposta viene dalla parola di quegli uomini in vesti sfolgoranti che dicono alle donne: « Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato ».

Risuscitato vuol dire che Gesù non è rimasto morto: per lui la morte non è stata l’ultima fase dell’esistenza. Risurrezione significa che Gesù ha superato la realtà della morte, entrando in una condizione di vita che sta al di là di ogni nostra possibilità di esperienza.

Dio ha risuscitato Gesù da morte: questo è il messaggio di Pasqua, questo è il motivo della gioia di Pasqua. Ma è un messaggio che non può fermarsi a questo giorno di festa: investe l’intera esistenza di chi davvero crede.

Perché se Cristo è davvero risorto, allora questo ha un significato profondo per la vita di tutti gli uomini.

Se Cristo è davvero risorto, allora non c’è più ragione di abbandonarsi alla tristezza, di ribellarsi nella disperazione di fronte a tutto il male del mondo: poiché non c’è più dolore che non possa essere illuminato dalla speranza.

Per questo Pasqua è festa: perché la realtà di Cristo risorto consente a chiunque di credere che l’ultima parola sulla vita degli uomini non ce l’ha la morte, ma la potenza della Risurrezione di Cristo, il quale « farà passare dalla morte alla vita chiunque vive e crede in lui ».

Buona Pasqua, a tutti.

don Luciano

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