Fedeli carissimi, è da tempo che sento la necessità di proporvi in poche righe qualche spunto di riflessione per aiutarvi a ritrovare il gusto genuino della domenica, giorno di festa per il cristiano, ma ormai secolarizzata in un insensato week-end o in un frenetico vagare senza meta.

La domenica cristiana è la celebrazione della Pasqua del Signore, considerata come l’evento capitale

che trasforma la nostra vita. Far festa è un modo per ritrovare la propria identità, il senso della vita, le sorgenti della propria fede.


La festa, benché ancorata a un evento passato, diventa un appello a vivere con intensità l’oggi, anche attraverso la fraternità e la solidarietà.

La Chiesa ricorda costantemente il nesso tra liturgia e vita, tra festa e condivisione, altrimenti si cadrebbe nel puro formalismo, nella ritualità senz’anima.

Già il profeta Isaia aveva messo in guardia da questo pericolo: « Io detesto le vostre feste, sono per me un peso; non accetto i vostri doni e non riesco a sopportare il frastuono dei vostri canti. Cessate di fare il male, allontanatevi dalla falsità, cercate la giustizia ». Nel giorno festivo deve rifiorire anche per noi la bontà, la solidarietà, l’onestà.

La festa inoltre ci aiuta a scoprire il senso della vita, a intravedere nel presente l’eterno che ci attende. Questo è motivo di gioia per il cristiano che vive il presente proteso verso i beni futuri. Dobbiamo cogliere la profonda relazione tra il momento presente e l’eternità.

Celebrando la domenica allora pregusteremo fin d’ora la festa di cui Dio ci farà partecipi per tutta l’eternità. Allora cambierà il modo di viverla: ci sarà più gioia, entusiasmo, vivacità e meno noia, passività e noncuranza.

Quando capiremo tutto questo e vivremo la domenica come vuole il Signore? Spero presto, se i genitori accompagneranno con convinzione i loro figli alla Messa, se i giovani vi parteciperanno facendo sentire con entusiasmo la loro presenza, e infine se tutti ci sforzeremo non ad assistere alla Messa ma a diventarne sempre più partecipi e protagonisti.

don Luciano

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