Fedeli carissimi, ogni anno la Quaresima ritorna allo stesso modo. Il nostro cammino verso la Pasqua si apre con le stesse parole che ci vengono dalla bocca del Signore: « Venite a me ». È lui che ci chiama, che ci attende per donarci una speranza nuova. « Venite a me con tutto il cuore; venite, non abbiate paura, abbiate fiducia: vi aspetto. . . ».


È il Signore che viene a cercarci, che ci tende la mano per rimetterci, se necessario, sulla strada del bene. Talvolta il cammino potrà sembrare arduo, la lotta contro il male difficile, ma abbiamo la certezza della vittoria: « Io ho vinto il mondo ».

È tempo di abbandonarci nelle mani del Padre, di metterci al seguito di Gesù, sul suo cammino di vita e di gioia. Egli è sempre con noi e ci accompagna nel nostro cammino. Conosce le debolezze, le fragilità, le tentazioni degli uomini, vede le nostre esitazioni, le nostre incertezze, ma ci apre la porta che conduce alla luce, alla pace.

È giunto il momento di metterci in cammino. Certo, non è un obbligo, ma una scelta, è un “sì” detto a Gesù con fiducia per ritrovare in Lui la gioia di vivere. Il Signore non ci impone nulla, ma si propone come veicolo di felicità, di vita vera, di salvezza. Tocca a noi scegliere tra una felicità immediata, spesso illusoria ed effimera, o una felicità futura, sicura e perenne, promessa da Gesù.

Scegliere per noi significa rinunciare a qualcosa per avere il tutto: Gesù Cristo, fonte della gioia, della vita, della salvezza. Scegliere Cristo è segno di una fede profonda e viva: ci abbandoniamo con fiducia a Lui, sicuri che ci condurrà nei sentieri della vita.

Per tutta la Quaresima ritorna frequentemente, l’appello alla conversione, non come un’obbligazione da adempiere, ma piuttosto in vista della vera felicità.

Il cammino della felicità è confidare in Dio, seguire la parola di Cristo, credere nel suo amore per noi. Lasciandoci amare da Dio, accettando i doni che egli ci offre, scegliamo di essere felici. Non voltiamo le spalle alla felicità che il Signore ci offre; in cambio egli ci chiede solo di amarlo, amarlo sopra ogni cosa.

Abbiamo circa quaranta giorni per aprire il nostro cuore al Signore, per tendere le mani verso di Lui, con fiducia e confidenza come fa il bambino verso il papà; riceveremo da Lui i doni di cui il nostro cuore ha assoluto bisogno. Allora sì, alla fine della Quaresima, potremo fare e vivere una Buona Pasqua.


don Luciano

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