Fedeli carissimi, riflettendo sul comportamento dei giovani, mi sembra che quelli tra i 16 e i 25 anni circa avvertano fortemente la "seduzione della notte". Questo si collega al desiderio di evasione che caratterizza l'uso del tempo libero: esso sta diventando sempre più il tempo dello stare insieme, del girovagare insieme, della condivisione dell'ebbrezza di musica e di ballo. Questo tempo libero resta per i giovani un fattore importante di socialità e l'accoppiata notte-musica ne è l'occasione più accattivante.
La notte è il tempo da condividere con gli amici come spazio di libertà e di evasione rispetto ad altri modelli di socializzazione che si sopportano a fatica. Il desiderio di incontrarsi, di divertirsi, di esprimere la propria vitalità nel ballo, di immergersi nel suono assordante portano i giovani a vivere il fascino e l'avventura della notte come illusorio rimedio alla banalità della vita diurna. A volte sono spinti a buttarsi oltre il limite per sperimentare ebbrezze da cui non si trova spesso la forza per tornare indietro. La voglia di qualcosa di diverso rende disponibili alla trasgressione.
Il guaio è che c'è chi sfrutta senza scrupoli questa disponibilità dei giovani. Il mondo adulto è più preoccupato di mercificare i desideri giovanili che di offrire possibilità di arricchimento e di valorizzazione positiva. Sono pochi i giovani che vengono orientati a valorizzare il tempo libero dedicandosi ad iniziative di solidarietà e di volontariato che promuovono una diversa qualità della vita. Non sono molti i giovani che per il loro tempo libero cercano qualcosa che richiede impegno, anche perché le opportunità non sono poi tante.
"Vivere la notte" in un ritmo insostenibile, frastornandosi nella musica e nel ballo senza misura può far perdere il gusto e la coscienza delle scelte libere e responsabili. "Vivere la notte" in un certo modo sembra voler dire che solo la notte offre la possibilità di vivere intensamente. Il "vivere la notte" dei giovani diventa una provocazione agli adulti e al modo di funzionare del sistema sociale, che offre sempre più spazi precari e marginali ai giovani, che sfrutta le loro risorse ed energie, senza offrire opportunità di svolgere iniziative con le quali realizzare se stessi.
Bisogna allora offrire ai giovani qualcosa che colmi il vuoto che hanno dentro di loro, dare uno stimolo a provare qualcosa che, attraverso un modo diverso di vivere il tempo libero, riesca a colmare desideri e a soddisfare bisogni in modo positivo e responsabile. Diventeranno così protagonisti di una vita diversa, che è possibile realizzare trovando il coraggio di scelte che facciano crescere dentro, perché essere diversi si può.

Don Luciano


"Per un pugno di dollari"


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