... siamo nel bel mezzo dell’inverno, tempo nel quale la natura sembra addormentarsi per risvegliarsi tra qualche mese nell’esplosione della primavera.
Quando nelle serene notti invernali guardo il cielo stellato, non riesco a sottrarmi al fascino della volta infinita e della vita che vedo pulsare sopra di me. Essa mi fa intuire che deve esistere un Essere che supera tutti i limiti che fanno parte della mia natura.

Il mondo in cui viviamo è l’unica realtà che possiamo conoscere, ma che ci rimanda a un “Altro” che non possiamo analizzare, ma che è impossibile eliminare dall’orizzonte della mente e del cuore umano. Noi cristiani questo “Altro” lo chiamiamo Dio: l’amore infinito che ci fa esistere, la pienezza di misericordia e di tenerezza di cui parla spesso papa Francesco.
Dio ci chiama tutti alla comunione con Lui; proprio per questo ha mandato nel mondo suo Figlio a farsi uomo, uomo limitato come noi, che nel suo volto ci fa vedere il volto invisibile e indescrivibile del Padre.
È proprio questo il grande avvenimento che abbiamo celebrato e rivissuto nella festa del Natale. Lo abbiamo già dimenticato? Il ricordo di Dio che è venuto tra noi nella persona di un bambino per portarci un po’ di pace e di serenità, un po’ di forza e di coraggio, ha lasciato un segno nella nostra vita? Il ritmo frenetico della vita spesso non ci permette di gustare fino in fondo le cose belle che Dio dissemina lungo il cammino della nostra esistenza.
Siamo sempre di corsa, sospinti da tutte le cose che dobbiamo fare, arriviamo alla fine della settimana sfiniti e stressati. E così anche la bellezza e la ricchezza spirituale del Natale forse ci ha toccato solo superficialmente, senza penetrare nel profondo della nostra vita.
Dobbiamo invece riflettere sulla vicenda di quel bambino: perchè è venuto tra noi? Lo sappiamo bene: per offrire la sua vita in sacrificio al Padre.
C’è un legame profondo fra la nascita di Gesù e la sua morte in croce, perché il Natale trova pienezza soltanto alla luce del mistero pasquale.
Per farci comprendere l’amore del Padre verso di noi, Gesù accetta di morire sulla croce. Ma il Padre lo richiamerà a vita nuova e gloriosa costituendolo Signore dell’universo. Questo è l’evento centrale della nostra fede che rivivremo fra due mesi nella Pasqua.
Approfondiamo intanto l’insegnamento che quel bambino, diventato adulto, ci ha lasciato e facciamo in modo che diventi costante punto di riferimento per la nostra vita di cristiani.


don Luciano

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