Fedeli carissimi, ci stiamo preparando in questi giorni a celebrare con profonda gioia la Risurrezione di Gesù, il suo "passaggio" dalla morte alla vita, fonte della nostra redenzione e salvezza.
La nostra piccola chiesa il giorno di Pasqua certamente si riempirà, anche perché tanti uomini, donne, giovani e ragazzi che non si vedono spesso, spinti dal richiamo della tradizione, parteciperanno all'incontro con Cristo risorto. So benissimo che la folla di per sé non determina la qualità della fede; l'equazione tanta gente e quindi tanta fede non regge. L'adesione autentica alla fede domanda fedeltà, continuità, impegno, partecipazione.


In Palestina molti si sono avvicinati a Cristo e tanti non sono stati capaci di accoglierlo e di seguirlo. Ma egli ha continuato a parlare a tutti, senza mai tradire la verità e l'annuncio del suo insegnamento, spesso rifiutato per la conversione e l'impegno che richiedeva a chi lo avesse accettato.
La fede che il Signore ci chiede non è quella che a Pasqua ci fa assistere passivamente alle celebrazioni liturgiche per tornare poi a vivere tranquillamente come prima. L'incontro con Cristo risorto, per essere autentico, deve trasformare un po' alla volta la nostra vita. La Pasqua non deve passare invano per noi, per ogni persona credente, impegnata magari nella vita sociale, nella vita parrocchiale.
In una situazione di diffusa indifferenza religiosa e di allontanamento da Cristo, il quale sembra proporre cose assurde per la mentalità moderna, noi dovremmo essere capaci di dire come Pietro: "Da chi andremo, Signore? Tu solo hai parole di vita eterna". C'è forse qualche altra strada che conduca alla stessa meta? Carissimi, voglio augurare una Buona Pasqua a tutti voi: si avveri il sogno di una vita più cristiana nelle vostre famiglie, il sogno che Dio trovi un po' di spazio e tempo nel cuore e nella vita di ognuno, il sogno di vedere ragazzi e giovani venire in chiesa per incontrarsi con il Signore che dona gioia, il sogno di poter incontrare sempre cristiani contenti di esserlo e di manifestarlo nella partecipazione alla vita della Comunità.
Buona Pasqua a tutti, specialmente ai malati, agli anziani, a chi ha difficoltà economiche, a chi è preoccupato per il lavoro, ai poveri non autosufficienti.
Gesù risorto sia sulla strada di ognuno, sulla strada della nostra vita, perché paura, dubbio, angoscia, solitudine lascino il posto alla gioia di vivere oggi, e alla speranza per il domani.

don Luciano

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.