Fedeli carissimi, nel mese scorso, celebrando la festa della Madonna di Fatima, abbiamo ricordato il materno richiamo di Maria che indica nella preghiera costante, umile e fiduciosa la via principale per ricondurre l'uomo a Dio.
Si ha l'impressione che l'uomo di oggi non abbia più tempo per pregare: immerso nel vortice e nel trambusto della vita moderna, è divorato dalla fretta di fare e non trova più tempo per pensare a se stesso. Così l'uomo dentro di sé è vuoto e non è felice: guardiamo al mondo giovanile! E poi siamo avvolti da "problemi" di ogni genere che coinvolgono la famiglia, la società e il mondo intero.

Ecco allora la necessità dell'incontro con Dio nella preghiera per poter vivere nel mondo da cristiani. La preghiera immette in noi una forza che porta al rinnovamento della nostra vita.
E non pensiamo che la preghiera sia una cosa da preti, frati e suore; la preghiera è per tutti! Essa alimenta il nostro rapporto filiale con Dio che sentiamo come Padre: è un incontro con Dio che ci aiuta anche a comprendere ciò che è veramente bene per noi. Con la preghiera poi ci viene data la forza di respingere il male e di star lontano da tutto ciò che si oppone a Dio e al suo amore per noi.
L'uomo è una povera creatura, bisognosa della grazia divina: per vivere nella bontà ha bisogno della preghiera, perché senza di essa non è possibile vincere il male. Lo dice anche Gesù agli apostoli: "pregate per non cedere alla tentazione". Quindi abbiamo bisogno della preghiera come del pane quotidiano: in questo incontro con Dio riceviamo la luce e la forza per vivere la nostra vita quotidiana nella bontà e nella fedeltà a Dio, senza venir meno ai nostri impegni di cristiani.
Con la preghiera anche la nostra fede si manterrà viva, forte; ci renderà capaci di affrontare tutte le situazioni della vita, anche quelle difficili, perché ci farà sentire sempre accanto a noi la presenza paterna di Dio che non abbandona mai i suoi figli. Senza la preghiera sprofonderemo nella mentalità del mondo che porta l'uomo a vivere senza tener conto di Dio, senza un punto di riferimento sicuro. Ma se la nostra vita non ci porta a Dio, verso dove ci porterà? Pensiamoci! Rafforziamo il nostro impegno per un momento di preghiera quotidiana.
Sarà fonte di pace, luce, gioia e serenità, perché sentiremo che il Signore cammina accanto a noi, come ha fatto con i discepoli che andavano a Emmaus.
don Luciano


"niente paura"


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