Fedeli carissimi, liturgicamente stiamo vivendo il tempo della Quaresima. Si è soliti pensare a questo tempo come ad una preziosa occasione che il Signore ci offre per una seria riflessione che ci aiuti a prendere coscienza della nostra debolezza di poveri peccatori per volgerci con rinnovata fiducia a Colui che ci vuole salvare.
Ma spesso la Quaresima non sembra caratterizzata dalla gioia che scaturisce dall'incontro con il Dio dell'amore che ci dona il suo perdono. Se è vero che come creature umane siamo deboli e inclini al

peccato, è altrettanto vero che il Vangelo è la "bella notizia" che risuona per noi come un invito alla festa; per cui la Quaresima si pone dinanzi a noi non come un cammino di tristezza o di morte, ma invece di vita, di gioia e di pace.
Come il sopraggiungere della nuova stagione offrirà ai nostri occhi il miracolo sempre nuovo della primavera in una natura che si risveglia al tepore del primo sole, così Dio, in questo tempo di grazia e di perdono, attraverso la Chiesa ci chiama a svegliarci dal sonno, da ogni forma di torpore e indifferenza, per ascoltare la sua voce e rinnovare la nostra vita.
Allora questo periodo sia caratterizzato da un ascolto più frequente della sua Parola (Messa domenicale), da un fervore più costante nella preghiera (magari in famiglia), da una carità più generosa (un pane per amor di Dio) e da un impegno più serio nella nostra vita cristiana. In questo tempo sentiremo spesse volte l'invito a una sincera conversione: "Convertitevi e vivete il Vangelo". Siamo chiamati ad adeguare la nostra vita alle esigenze della nostra fede, all'impegno della coerenza.
Sta a ciascuno di noi stabilire tempi e modalità per applicare nella vita di tutti i giorni questi impegni della Quaresima. Solo così essa ci servirà per prepararci adeguatamente alla celebrazione della Pasqua del Signore; altrimenti passerà come ogni altro tempo senza incidere per nulla sulla nostra vita di cristiani.
Non tralasciamo questo pressante invito della Quaresima, per compiere anche noi, attraverso la partecipazione viva al mistero della morte e risurrezione di Cristo, il passaggio ad una esistenza profondamente segnata dalla nostra gioiosa condizione di figli di Dio.

don Luciano

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