Fedeli carissimi, vi propongo in questo mese una riflessione che vi aiuti a comprendere meglio l’Anno del Giubileo che stiamo vivendo.
Le origini del Giubileo risalgono all’Antico Testamento. Infatti la parola “giubileo” deriva dalle tre parole ebraiche Jobel (ariete), Jobil (richiamo) e Jobal (remissione). Nel cap. XXV del Levitico il popolo ebraico viene incoraggiato a far suonare il corno (Jobel) ogni 49 anni per richiamare (Jobil) la gente di tutto il

paese, dichiarando santo il 50° anno e proclamando la remissione (Jobal) di tutti i debiti. Infatti secondo l’A.T. il Giubileo portava con sé la liberazione generale da una condizione di miseria, di sofferenza ed emarginazione. Così la legge stabiliva che nell’anno giubilare non si lavorasse nei campi, che tutte le case acquistate dopo l’ultimo Giubileo tornassero al primo proprietario e che gli schiavi fossero liberati. Gesù trasformò i precetti dell’anno giubilare in una grande prospettiva ideale, in cui l’emancipazione, il perdono e l’anno di grazia di Dio assumevano un nuovo significato.
La Chiesa ha iniziato la tradizione dell’Anno Santo con papa Bonifacio VIII nel 1300, prevedendo un Giubileo ogni secolo. Dal 1475 il Giubileo ordinario fu cadenzato con il ritmo dei 25 anni, permettendo così a ogni generazione di cristiani di vivere almeno un Anno Santo. Un Giubileo straordinario invece può venire indetto in occasione di un avvenimento di particolare importanza. Gli Anni Santi ordinari celebrati fino ad oggi sono 26; l’ultimo è stato il Giubileo del 2000. Gli Anni Santi straordinari del secolo scorso sono stati quelli del 1933 (centenario della Redenzione) e quello del 1983 (per i 150 anni della Redenzione).
La Chiesa ha dato al Giubileo ebraico un significato più spirituale. Consiste in un perdono generale, un’indulgenza aperta a tutti, e nella possibilità di rinnovare il rapporto con Dio e il prossimo. Così l’Anno Santo è sempre un’opportunità per approfondire la fede e vivere con rinnovato impegno la testimonianza cristiana.
Con il Giubileo della Misericordia papa Francesco pone al centro dell’attenzione il Dio misericordioso che invita tutti a tornare da Lui.
Il rito iniziale del Giubileo è stato l’apertura della Porta Santa: una porta che resta aperta solo durante l’Anno Santo, mentre negli altri anni rimane murata.
Il rito di aprire la Porta Santa esprime simbolicamente il concetto che durante il Giubileo è offerto ai fedeli un “percorso straordinario” verso la salvezza.
Accogliamo con gioia questa opportunità che la Chiesa ci offre rinnovando la nostra vita cristiana e ricevendo la grazia che il Signore vuole donarci.


don Luciano


"niente paura"


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