Appena ordinato sacerdote nel lontano 1955, don Giuseppe Dal Pozzo viene nominato parroco di Taglio Corelli in comune di Alfonsine (Ravenna) e in diocesi di Faenza.
Un’incredibile realtà “rossa” connotata da un ateismo totale (“qui l’ateismo comunista è l’unica religione creduta e vissuta!”). Ne parlano perfino i giornali, definendola con ironia la Parrocchia dell’1%.
Don Giuseppe decide che questo sarebbe stato per sempre il suo campo di apostolato, scegliendo di bere fin dall’inizio un calice amarissimo (ricordo le Messe domenicali celebrate per anni da solo in una stanza anche perché ero senza chiesa parrocchiale...).
Una scelta radicale la sua, che fa pensare a quella altrettanto forte di don Lorenzo Milani, il sacerdote “esiliato” in quegli stessi anni a Barbiana.
“Eppur si muove”: nel corso dei decenni qualcosa cambia anche a Taglio Corelli, soprattutto dopo la caduta nel 1989 del muro di Berlino (“...il condizionamento più pesante fino a pochi anni fa era la presenza onnicomprensiva del comunismo intesa come religione: non lasciava spazio o respiro a nessun altro credo... Dal livello sottozero siamo saliti a zero, adesso si comincia a constatare il grande vantaggio di essere rimasti nonostante tutto: si comincia a conoscere e ad essere conosciuti, a salutare e ad essere saluti, a visitare e ad essere visitati; si comincia a convivere con piena cittadinanza alla pari”).
Per questo don Giuseppe, anche attraverso la lettera mensile inviata a quanti ne fanno esplicita richiesta, invita le parrocchie, i gruppi, le persone di buona volontà... a far visita a Taglio Corelli “per portare la notizia della loro Chiesa, per conoscere la realtà della nostra Chiesa, per un programma di collaborazione, per pregare insieme, per confermarci uniti e concordi nella missione”.
Fin dagli Anni ’90 anche la comunità di San Donato intercetta questo appello e ci sono tempi in cui tra le due realtà i contatti sono costanti anche se non frequenti. Chi non ricorda i “pellegrinaggi” di maggio o di settembre a Taglio Corelli con i ragazzi della Comunione e della Cresima? La riconoscenza di don Giuseppe è a tutto campo: “Ringrazio il Parroco e Voi tutti amici di San Donato dei momenti così forti, partecipati e pieni che ci avete offerto da quando ci siamo conosciuti”.
Ma l’età avanza e don Giuseppe, rimasto in prima linea fino a quando le forze lo hanno sostenuto, è costretto a ritirarsi tre anni fa nella Casa del clero di Ravenna dove gode della compagnia del cardinale Ersilio Tonini.
Qui la morte lo raggiunge il 12 gennaio scorso a 88 anni.
Grazie don Giuseppe per la straordinaria testimonianza! Grazie amici di Taglio Corelli.
G.T.


"niente paura"


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