Fedeli carissimi, da pochi giorni abbiamo celebrato la Settimana Santa che è il centro dell’Anno Liturgico e che tocca profondamente il cuore dei cristiani. Abbiamo ricordato gli avvenimenti conclusivi della vita terrena di Gesù, quelli che esprimono il vertice del suo amore per noi, e abbiamo ripercorso il cammino della Croce che sfocia nella gioia e nella gloria della risurrezione.
Pasqua è la più grande festa cristiana, cardine e fondamento della nostra fede. Nella festa di Pasqua, ricordando il “passaggio” del popolo ebraico dalla schiavitù alla libertà, abbiamo celebrato il “passaggio” di Cristo dalla morte alla vita.
Ma la Pasqua è stata anche per noi un “passaggio” dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio? Scrive san Paolo in una sua lettera: “Fratelli, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi: stiamo dunque saldi e non lasciamoci imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Se ci lasciamo guidare dallo Spirito non saremo più sotto la legge del peccato”. Il peccato è schiavitù, la Pasqua è libertà, gioia, pace.
La liturgia in questo periodo ci invita a risorgere a vita nuova: sia una risurrezione che ci rinnova profondamente, che cambia certe situazioni, che toglie certe abitudini, che ci aiuta a migliorare i rapporti di amicizia nel lavoro, nella scuola, nello sport, nel quartiere, nella Comunità.
È a Cristo risorto e alla sua parola che dobbiamo fare riferimento per rinnovare la nostra vita, per realizzare intorno a noi una società dove ci sia più comprensione, più benevolenza, più solidarietà, più giustizia, più verità ... Il “Cero pasquale”, simbolo di Cristo risorto, posto accanto all’altare per tutto il tempo di Pasqua, ci ricordi e ci stimoli a un rinnovato impegno di vita cristiana. La natura che in questo periodo risorge e rifiorisce sia il simbolo della nostra rinascita interiore.
Così la Pasqua non sarà stata celebrata invano, ma porterà quei frutti che provengono da una vita cristiana più convinta e coerente.
Ringrazio e ricambio di cuore gli auguri che molti di voi, in occasione della Pasqua, mi hanno inviato.

don Luciano

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