Fedeli carissimi, in questo 7° mese dell’Anno Giubilare vi propongo una riflessione sul significato della “Porta Santa” che è uno dei simboli caratteristici del Giubileo.
In passato le Porte Sante, aperte in occasione degli Anni Santi, erano quelle delle quattro principali Basiliche romane. Questa volta papa Francesco ha voluto dilatare l’uso di questo simbolo, addirittura fuori delle chiese, soprattutto nei luoghi in cui si esercitano le opere di misericordia.
Ogni diocesi ha la sua Porta Santa nella chiesa Cattedrale e in altre chiese a discrezione del Vescovo. Nella nostra Diocesi sono cinque: la Cattedrale, la basilica del Santo, il convento di San p. Leopoldo, il santuario della Madonna della misericordia a Terassa e la chiesa del carcere dei Due Palazzi.


Queste Porte Sante traggono il loro significato dalle parole di Gesù: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me sarà salvato”. Siamo invitati dunque ad entrare in quelle chiese attraversando la Porta Santa, per ottenere dal Signore la sua misericordia. Ma giorno per giorno noi attraversiamo decine di porte: quella di casa, del lavoro, della scuola, dell’ufficio, del negozio... Sono tutti ambienti nei quali c’è spazio da riempire di misericordia. Ogni porta è buona per donare e per ricevere misericordia.
Misericordia è guardare agli altri con lo sguardo di Dio: guardarci come ci guarda Dio. È vero che non possiamo cancellare il nostro passato; rimaniamo sempre responsabili di chi siamo stati. Però, con l’aiuto del Signore, lo possiamo restaurare. Ecco allora l’invito del Giubileo: consapevoli del passato e di ciò che siamo stati, organizzare il nostro futuro secondo la volontà di Dio, fiduciosi nella sua misericordia.
Inoltre la porta è un luogo di passaggio, non un luogo di sosta. Passaggio da un luogo ad un altro; simbolicamente da un modo di vivere ad un altro. Passare per la Porta Santa significa allora lasciare tutto ciò che nella nostra vita non è conforme al Vangelo, allontanarci dalla mentalità del mondo per arrivare a pensare e a vivere secondo l’insegnamento di Gesù nostro maestro.
Ecco allora in sintesi l’esortazione della Porta Santa; essa ci invita a fare una scelta: o entrare o restare fuori. Siamo chiamati a prendere una decisione nei confronti della proposta di vita nuova che ci viene da Gesù. Cerchiamo allora durante questa seconda parte dell’Anno Giubilare di dare la nostra generosa risposta a Dio e di vivere rinnovando concretamente la nostra vita cristiana.
don Luciano

 

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