Carissimi fedeli, la “bella notizia” del Natale tornerà a risuonare ancora una volta in tutte le chiese e negli auguri che ci scambieremo fra pochi giorni.
Tra tutti gli annunci fatti agli uomini e che la storia ricordi, due sono degni di essere detti “lieti annunci” per eccellenza. Il primo, quando all’alba dell’umanità fu promesso il Riparatore, dopo il peccato dei nostri progenitori. Il secondo, quando “nella pienezza dei tempi” questo Riparatore venne tra gli uomini e ne fu annunciata la sua nascita.

La gioia provocata da questa notizia è dunque saldamente fondata sulla fedeltà di Dio che realizza le promesse antiche: “Ecco, una vergine concepirà e darà alla luce un figlio a cui darà il nome di Emmanuele, Dio-con-noi”.
Dio si è fatto vicino all’umanità, si è fatto uomo, bambino nel grembo di una donna e nasce tra noi. Il Natale ci dà occasione di rivivere l’evento più sconvolgente della storia: per tutti l’amore di Dio si manifesta in Gesù, nel rendersi “volto” visibile del Dio invisibile, cominciando dal “venire al mondo” nascendo da Maria di Nazareth.
Da quel giorno il mistero di Dio che ci avvolge del suo amore è presente in noi: anche nelle piccole cose della nostra giornata, anche in quelle apparentemente insignificanti, anche in quelle che ci fanno soffrire. Dio è sceso in mezzo a noi per restare sempre con noi; egli è l’Emmanuele e Dio da noi chiede occhi nuovi, cioè uno sguardo nuovo su di lui, che esprima fiducia, accoglienza, amore. Allora anch’egli volgerà il suo sguardo su di noi e ci darà la sua pace, la sua gioia.
La venuta di Gesù sulla terra ci dice che Dio ama profondamente la storia dell’umanità. Dio è entrato, si è impastato nella vita di tutti gli uomini: poveri, malati, peccatori, sofferenti, emarginati, esclusi … Da quando il Figlio di Dio si è fatto uomo, l’uomo sa di non essere solo nel suo pellegrinaggio verso il Cielo, sa che Dio non è lontano, ma si è fatto vicino e gli offre la sua amicizia, il suo amore, la sua vita. Allora la vita cambia: restano le prove e le ombre, ma sa di avere accanto Lui, l’Emmanuele, il Dio-con-noi, sempre.
La luce che illumina ogni uomo è ormai accesa e nessuna tenebra potrà più spegnerla. Allora lasciamoci illuminare da Cristo; ci vedremo meglio per guardare dentro di noi e vedere cosa dobbiamo cambiare del nostro modo di vivere per amare veramente Dio e i fratelli; ci vedremo meglio per vedere il cammino da seguire nella nostra vita per poter raggiungere un giorno nella gloria eterna quel Bambino e poter godere per sempre della sua pace.
Per questo fondamentalmente Egli è venuto sulla terra.
Il Natale ci trovi ben preparati ad accogliere Dio in noi e nella nostra vita.


don Luciano


"niente paura"


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