Fedeli carissimi, il mese di maggio nella devozione popolare è dedicato alla Vergine Maria che veneriamo recitando il Rosario nella tradizionale pratica del Fioretto. Nella recita del Rosario, col susseguirsi dell’Ave Maria, ci rivolgiamo alla Madonna meditando e pregando perché ci aiuti a partecipare ai misteri della vita, morte e risurrezione del Signore.
Nell’Ave Maria si alternano due momenti: con il primo lodiamo il Signore per le grandi cose compiute nell’umile sua serva; con il secondo affidiamo alla Vergine le nostre suppliche perché con la sua intercessione le rivolga a nome nostro a Dio nostro Padre.
“Ave Maria, piena di grazia …” Invocando Maria riprendiamo il saluto che l’angelo Gabriele per primo le ha rivolto e ci fa rallegrare della sua gioia perché Dio l’ha così ricolmata di grazia da poterne fare la sua prima dimora sulla terra.
Dopo quello dell’angelo rivolgiamo a Maria il saluto di Elisabetta: “Benedetta tu fra le donne …” Elisabetta è la prima della lunga schiera di generazioni che chiamerà Maria “beata”. È beata perché ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore: per questa fede è diventata madre dei credenti.
Nella seconda parte dell’Ave Maria, la riconosciamo come madre di Dio perché ci dona Gesù, il Figlio di Dio che nel suo seno si è fatto uomo. Lei è la donna preparata e scelta da Dio per realizzare nel tempo quello che era stato annunciato all’inizio dell’umanità dopo il peccato.
“Prega per noi peccatori …” Ora chiediamo umilmente a Maria una sola cosa: di pregare per noi. La nostra fiducia in lei è così grande che consegniamo a lei l’ora della nostra morte. A lei che era accanto al Figlio appeso alla croce, chiediamo di essere accanto a noi negli ultimi momenti della nostra vita e che sia proprio lei a consegnarci al Padre.
Siamo sicuri che Maria esaudirà questa nostra preghiera perché ha ricevuto da Gesù la missione di farci da madre; siamo certi che lei, da buona mamma, non ci abbandonerà mai.
Maria rivolga la sua materna protezione su ciascuno di noi, sulle nostre famiglie e su tutta la Comunità parrocchiale.

don Luciano


"niente paura"


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