Fedeli carissimi, ci stiamo preparando a celebrare gli eventi centrali della nostra fede, dall’ultima Cena alla Risurrezione. La Pasqua è il culmine e il centro dell’anno liturgico, la solennità verso la quale tutte le altre feste convergono. Gesù, a compimento della sua missione terrena si consegna al Padre nell’amore;
il Padre accoglie il sacrificio di Gesù e risuscitandolo dalla morte il terzo giorno egli ci ha dato una vita nuova (S. Pietro).
A conclusione del cammino quaresimale ci disponiamo a ripercorrere le fasi conclusive del sacrificio del Redentore: in esso si realizza la vittoria del perdono e della misericordia di Dio sul rifiuto dell’uomo e sul peccato. Rivivremo il misterioso confronto tra l’amore infinito di Dio e il peccato dell’uomo che respinge Dio dalla sua vita.
Contemplando il Crocifisso ricordiamo le parole di Gesù: « Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico figlio, perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna » (S. Giovanni). Quanto accade sul Golgota si rivela come atto d’amore supremo di Dio per ciascuno di noi. Dalla morte di Cristo è sorta per noi la vita e dalla sua risurrezione è venuta a noi la salvezza.
Gesù, se noi lo vogliamo, ci prende per mano per farci passare con lui alla Vita.
È proprio per raggiungere questa vita che noi siamo al mondo. Per poter partecipare a questa vita dobbiamo vivere ora nella speranza, nella verità, nella bontà, vincendo la paura, la menzogna e l’egoismo.
Proprio questo si aspetta da noi il Signore che ci ha strappati alla morte: che noi viviamo una vita da risorti nel mondo rinnovato dalla risurrezione di Gesù.
Viviamo allora con lo sguardo non al passato o verso il basso, ma rivolto verso l’alto e al futuro che ci è garantito dalla nostra fede in Cristo risorto.
Con queste riflessioni e sentimenti porgo a tutti Voi ogni migliore augurio di una serena e consolante Pasqua


don Luciano

"Per un pugno di dollari"


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