Fedeli carissimi, dedichiamo questo numero del Bollettino al doveroso ricordo di p.Bruno Calderaro che lo scorso 28 maggio il Signore ha chiamato alla vita eterna.
SALUTO A PADRE BRUNO CALDERARO

Con grande sgomento e profondo dolore abbiamo appreso della morte improvvisa di padre Bruno Calderaro avvenuta nella sua missione di Douala in Camerum. Domenica 28 maggio era stato ricoverato in ospedale, perché in mattinata aveva accusato un malore. Poi il ritorno nella missione e, nel tardo pomeriggio, è stato trovato senza vita nella sua stanza. Aveva 79 anni.

Anche semplicemente a pronunciare il nome del nostro carissimo padre Bruno, siamo presi da due sentimenti: ammirazione e riconoscenza ! Ammirazione per la vita di questo saveriano, sacerdote da 52 anni che ha operato prima a Zelarino di Venezia come animatore vocazionale, per essere inviato poi in Messico dove ha operato per 17 anni anche nel settore della formazione. Ma diventerà presto l’Africa il suo campo d’azione. Vi arriverà nel 1984, cioè 33 anni fa, e non la lascerà più operando soprattutto in alcune realtà del Camerum. In particolare, negli ultimi anni, aveva preso a cuore i malati di AIDS, molti dei quali costretti a morire come mosche, e in mezzo ad atroci tormenti fisici e morali, perché coscienti fino in fondo della condanna a morte. Tutto ciò per l’egoismo di altri uomini della terra più fortunati che non fanno arrivare le medicine a chi è nella malattia.
Abbiamo detto ammirazione, vogliamo aggiungere la parola riconoscenza. Noi di San Donato rivolgiamo un grazie riconoscente a padre Bruno perché nei ritorni in Italia per brevi periodi di riposo si è sempre messo a disposizione di tutti per dare concretamente una mano. Lo ricordiamo soprattutto per i mesi del ’94 in cui ha di fatto sostituito il nostro parroco don Luciano, nei periodi di malattia e di convalescenza.
Ma tornando al mal d’Africa, si può dire che padre Bruno e le terre di missione africane fossero diventate un tutt’uno. L’abbiamo capito tutti quando l’abbiamo visto partire l’ultima volta, ridotto poco più che pelle e ossa e cosciente delle precarie condizioni fisiche, ma determinato a vivere fino alla morte la sua vocazione di missionario del Vangelo. Certamente lo ricorderemo nella preghiera, come sempre abbiamo fatto.
Non rivedremo più fisicamente padre Bruno Calderaro, né potremo pregare sulla sua tomba perché, come da lui chiesto, sarà sepolto a Douala in Camerum, e diventerà terra africana. Eppure lo sentiamo sempre vicino. Sentiamo che dal cielo avrà uno sguardo particolare per la sua Africa e per la parrocchia di San Donato dove è nata la sua vocazione.
Un ultimo aspetto. Padre Bruno, sebbene riservato e di non molte parole, si era fatto amare da tutti noi che conoscevano la sua azione generosa e a tutto campo. Per questo la nostra piccola Comunità, nata proprio nell’anno in cui egli iniziava il suo ministero in Africa, l’ha sempre sostenuto ed aiutato anche finanziariamente, consegnandogli nel corso degli anni 46.615 € per le sue attività. Siamo stati vicini alla sua missione anche durante le feste della Comunità in cui il ricavato del- l’iniziativa di solidarietà è spesso stato dato alla sua missione. La morte di padre Bruno si aggiunge a quella, altrettanto dolorosa, di un altro cittadellese: padre Luigi Menegazzo, Superiore generale dei Saveriani, morto nel dicembre scorso a 64 anni. Padre Luigi e padre Bruno sono stati degli operari della vigna del Signore, che hanno messo pienamente a frutto i talenti ricevuti. Che il Signore li accolga con le parole del Vangelo: “Vieni servo buono! Poiché sei stato fedele nel poco, ti darò autorità nel molto. Prendi parte alla gioia del tuo Signore”

Gianni Tonelotto

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