Fedeli carissimi, il mese di ottobre ci chiama ogni anno a celebrare con gioia l’anniversario della “rinascita” della nostra Parrocchia: 33 anni fa siamo diventati una nuova Comunità cristiana. Quanti ricordi affiorano alla mia memoria se penso a quei giorni e a quei primi anni! All’inizio c’era entusiasmo da parte di molti e attesa da parte di altri; poi con il tempo è cresciuto anche l’interesse e la partecipazione alla vita della nostra

Comunità. La nuova Parrocchia ha dato prova di grande vitalità: iniziative a carattere liturgico, associativo, formativo e ricreativo si sono succedute a ritmo incalzante. E tutto questo grazie a tante persone che si sono donate generosamente, senza risparmio.
A distanza di un anno dalla “rinascita” della Parrocchia si è sentito il bisogno di costituire un gruppo di persone che prestassero il loro aiuto al parroco nel promuovere l’attività pastorale. Ed ecco costituirsi il Consiglio Pastorale rappresentativo di tutte le realtà parrocchiali.
Ricordo poi un altro appuntamento importante per la Parrocchia: la festa della Comunità. Veniva offerta un’occasione di incontro, di relazioni, di dialogo, di amicizia, di gioia che favoriva la reciproca conoscenza, la partecipazione, la collaborazione e il coinvolgimento di tante persone.
Tutto quello che si faceva in Parrocchia era per formare una vera Comunità cristiana che doveva diventare un po’ alla volta “una famiglia di famiglie”.
Son passati gli anni e ne abbiamo percorsa di strada insieme. Ma, come in ogni cammino, non tutti hanno avuto lo stesso passo. C’è stato chi, per qualche motivo, ha avuto qualche difficoltà nel seguire il cammino della Comunità.
Mentre rallentiamo un po’ il cammino, vorrei invitare chi si trova ancora indietro ad accelerare il passo, perché credo che non sia bello camminare da soli.
Se vogliamo crescere come cristiani è necessario riscoprire il nostro “essere chiesa” ed accrescere lo spirito di unità attraverso la partecipazione alla vita della Comunità in cui viviamo. In una vera Parrocchia nessuno si deve sentire un estraneo; ciascuno di noi è “chiesa” ed è chiamato a far parte di questa speciale “famiglia” per essere salvato “insieme agli altri e non da solo”.
Prepariamoci allora a festeggiare con gioia il prossimo 8 ottobre il nostro “essere parrocchia” e, sostenendoci l’un l’altro, continuiamo il nostro cammino fiduciosi nell’aiuto del Signore e nella protezione di Maria santissima che in questo mese veneriamo come la Vergine del santo Rosario.
don Luciano


"niente paura"


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