Fedeli carissimi, in questo mese in cui ricordiamo la rinascita della Parrocchia (34° anniversario) vi propongo una riflessione che parte dal cuore e che riguarda l’importanza della partecipazione alla Messa domenicale, culmine della vita cristiana. Tanti cristiani hanno dimenticato ormai l’impegno della domenica: incontrare il Signore assieme ai fratelli di fede. Oggi il compito urgente di restituire al “giorno del Signore” il suo volto gioioso di festa e il suo primitivo significato religioso è affidato alle nostre famiglie e alle nostre Comunità.

L’interruzione del ritmo, a volte opprimente, delle occupazioni quotidiane è un bisogno per noi e per questo ci fermiamo a riposare. Abbiamo bisogno di dare un senso sia alla fatica quotidiana sia al riposo domenicale e ricordare che Dio guida la nostra vita con il suo amore provvidenziale.
Quello della domenica però non dev’essere solo un riposo “vuoto” o pura “evasione” (weekend, discoteca, sport, divertimento, gite, feste…), ma deve essere vissuto anche nell’incontro con il Signore (meno di un’ora!).
Abbiamo bisogno di ascoltare il Signore e rinsaldare la fraternità con chi vive nella stessa Comunità.
Nell’incontro domenicale con Dio e con i fratelli di fede il Signore ci dona il suo Spirito perché viviamo pienamente la nostra vita cristiana, perché sperimentiamo la gioia di sentirci “famiglia di Dio” con tutti coloro che insieme a noi si riuniscono nella Messa domenicale.
La nostra settimana è carica di lavoro, fatica, fretta, stress ed è segnata non solo da gioie e soddisfazioni, ma anche da momenti difficili, sofferenze, amarezze. Nel “settimo giorno”, quando ricordiamo la rsurrezione del Signore, tutto ciò che abbiamo vissuto diventa come trasfigurato. Ora fatica, sudore, gioia, lacrime appaiono come i fili con i quali il Signore intesse la storia della nostra salvezza con noi e per noi, perché possiamo raggiungere un giorno la pienezza della vita in Lui.
Con questa visuale sforziamoci di vivere la nostra domenica nell’incontro gioioso con Dio e con i fratelli nell’Eucaristia.

don Luciano

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