Questa riflessione mi viene dopo aver celebrato la Pasqua, dopo cioè che tutti insieme abbiamo proclamato solennemente che Gesù è tornato in mezzo a noi risorto e vivo per non lasciarci più soli.
Molto spesso, da quello che si vede e si sente dai mass-media, sembra che la nostra vita sia appesa al filo della “fortuna”, del “caso”; dipende sotto quale stella si è nati, da che cosa dice l’oroscopo, da chi si è incontrato. . .
Ma è veramennte così? Quanto, di quello che ci succede, dipende dagli altri e quanto da noi?
La nostra vita si costruisce attraverso le piccole e grandi decisioni che siamo chiamati a prendere ogni giorno: il futuro è in qualche modo nelle nostre mani. È vero, ci sono anche cose che non dipendono da noi, ma ce ne sono molte altre invece che attendono la nostra decisione per poter andare avanti in un verso piuttosto che in un altro.
Ma che cosa c’è alla base delle nostre decisioni? Incoscienza? Coraggio?
Fede? Spesso, prima di fare una scelta qualcuno dice: “O la va o la spacca”.
È responsabilità quella che ci fa prendere certe decisioni, senza riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte?
Siamo capaci di “leggere” la mano di Dio che continua ad operare nella nostra vita chiedendo la nostra collaborazione attraverso, appunto, le nostre piccole e grandi decisioni? Spesso queste decisioni richiedono coraggio e la capacità di rinunciare a certe cose per ottenerne altre.
Ma la luce che ci illumina nel fare le nostre scelte è anche la fede, credere cioè che Dio è accanto a noi e che non ci lascia mai soli, in preda al “destino”.
È necessario affidarsi a Dio e questo darà sicuramente serenità alla nostra vita, nonostante tutto quello che accade intorno a noi.
Il Signore è vicino a noi, condivide con noi la nostra sorte; non possiamo pensare che sia lontano: egli ci aiuta ad affrontare il faticoso e a volte doloroso presente così carico di incertezze, dubbi e paure. Questo ci dice la fede in Gesù risorto.
Chi pensa che dalla vita ha ricevuto solo amarezze, dovrebbe guardarsi attorno con occhi nuovi ed imparare ad apprezzare quello che di buono si sperimenta: gli affetti, la vicinanza di persone care, il gesto generoso di chi incontriamo. Ci possono essere mille motivi per rendere grazie. . .
La fede rafforzi allora il nostro coraggio nell’affrontare la vita, sorretti anche dalla protezione materna di Maria che in questo mese veneriamo in modo speciale con il “fioretto di maggio”.
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