Fedeli carissimi,
vi propongo questo mese un brano tratto dal “Messaggero di S. Antonio” che ci fa riflettere sulla responsabilità degli adulti nel campo dell’educazione.


Tutti si chiedono che cosa stia avvenendo ai nostri ragazzi. I nostri figli si dimostrano trasgressivi, aggressivi e cinici oltre la normalità. È arrivato il momento di chiedersi se e come stia cambiando il volto dei nostri minorenni. L’adolescenza, per definizione, è un’età piena di incertezza, di ribellione, di trasgressione. Il “piccolo animale” si affaccia alla vita e, in qualche modo, tenta strade diverse da quelle sperimentate nella fanciullezza. Vuol diventare adulto e lo fa con irruenza, esagerando i toni, rifiutando consigli e guida.
Anche per i nostri ragazzi si ripete, come per il passato, il rito della sfida al mondo degli adulti: contro i genitori (rispondono male, sono disobbedienti. . . ), contro le buone regole (si vestono pazzamente, si pittano i capelli. . . ), contro gli educatori (non credono a nulla, sfidano i luoghi comuni. . . ).
Ma, mentre nel passato si era trasgressivi all’interno di un codice di regole comunque accettate, i ragazzi di oggi sembrano aver dimenticato quelle regole; non ci sono più limiti. Non si tratta più di spacconerie nei confronti di qualche compagno di classe e di qualche coetaneo. C’è di peggio: nel branco i ragazzi usano violenza verso le loro amiche; non hanno limiti che li frenino; si danno all’alcol e alle droghe.
La domanda ritorna: come mai tutto questo? La risposta, come sempre, è nelle mani degli adulti. La triste realtà dice che il quadro di riferimento è saltato innanzitutto per loro, gli adulti. I ragazzi non fanno che ingigantire ciò
che gli adulti vivono con maggior disinvoltura: la caduta dei valori. Si può iniziare con la famiglia, che sta perdendo stabilità: i matrimoni calano, mentre sono in aumento le separazioni e le convivenze. Anche nella vita economica – così fan capire gli adulti – si può prescindere da ogni regola: si può mentire, mancare alla parola data, essere disonesti, evadere le tasse. Per non parlare della vita sociale: ciò che conta è apparire, farsi valere, procurarsi ciò che piace.
Il messaggio che la tv, il cinema, il web suggeriscono è esattamente questo. Credete che la vita sregolata delle persone dello spettacolo e l’immagine dei “divi” non abbiano influenza sui ragazzi? Il loro influsso è più forte di quanto si immagini.
Allora meravigliarsi delle loro bravate è fuori luogo; è più utile che gli adulti si interroghino su cosa vogliono che siano e diventino i loro figli e agiscano di conseguenza.

don Luciano

"Per un pugno di dollari"


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