Nel mese di novembre il cimitero diventa per tutti un punto di riferimento, un luogo di incontro, un’occasione per riflettere sulla realtà della morte. La cultura odierna tenta di rimuovere il pensiero della morte dall’orizzonte della nostra vita. Dai giornali e dalla TV si ha l’impressione che la morte sia diventata una realtà molto relativa che quasi non riguarda noi direttamente.
Si tenta di far dimenticare questa realtà. Purtroppo la morte è una realtà terribile quando tocca la nostra famiglia, i nostri affetti, mentre quando colpisce al di fuori cerchiamo di allontanarla dai nostri pensieri. Invece dovremmo riportare la morte al centro della nostra vita, perché morire è, e rimane ancora, la più sicura delle nostre certezze.
Ma per noi cristiani morire, pur rimanendo una sofferenza, è quel passo necessario che ci farà incontrare finalmente il Signore Gesù che ci introdurrà nel regno del Padre. Noi cristiani che dal giorno del battesimo siamo uniti a Cristo morto e risorto, dobbiamo tenere viva la memoria della morte, non per fare i guastafeste, né ancor meno per disprezzo della vita; ma per ridare alla nostra vita tutta la sua importanza e tutto il suo valore.
Novembre può essere un’occasione per ritrovare “la sapienza del cuore”, quella che ci viene dal “saper contare i nostri giorni” (Sal. 90): dal sapere cioè che i nostri giorni sono limitati, destinati ad esaurirsi, quando Dio ci chiamerà a sé. Quella sapienza che non teme la morte, perché sa che essa non ha l’ultima parola, non si spegne nel nulla, ma si riaccende nella pienezza della vita di figli di Dio.
I giorni, i mesi, gli anni passano come lo sgorgare dell’acqua da una sorgente e quasi non ce ne rendiamo conto, come se ciò dovesse continuare senza fine. E invece arriva il momento in cui ci accorgiamo che la fonte si va prosciugando e che presto l’acqua non sgorgherà più. Arriverà anche per la nostra vita terrena questo momento; non lo dobbiamo accogliere con timore, ma con lo sguardo dell’anima rivolto con infinita gratitudine e con umiltà a Colui che ci fece dono della vita e che durante tutta la nostra esistenza ci ha colmati dei suoi doni.
Ricordiamo che tutto è dono di Dio, il quale in cambio ci chiede l’osservanza della sua legge di vita e il nostro grazie riconoscente, per poterci portare là dove c’è solo Luce, Amore, Pace, Gioia senza fine.

don Luciano
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