con l’Avvento è iniziato da pochi giorni il nostro cammino verso il Natale.
Con questa festività ricordiamo che Dio è venuto di persona sulla nostra terra in mezzo agli uomini. La sua dimora è in mezzo a noi; è inutile cercarlo in cielo: egli è con noi, vicinissimo a noi, come un fratello. Dio si è incarnato nella nostra storia; la storia umana diventa la sua storia, traballante tra luci ed ombre,
tra bene e male, tra grazia e peccato. Dio ci viene incontro negli avvenimenti di tutti i giorni per scrivere con noi le pagine della nostra vita.
Dio ha voluto così, unicamente per amore; fin dall’aurora dei tempi il suo amore per gli uomini è infinito, ma facendosi uno di noi, corpo, sangue, fragilità, debolezza, in balìa della morte, ce l’ha rivelato in modo tangibile. Ci porge la mano per sostenerci lungo gli aspri sentieri della nostra esistenza, ci risolleva con forza dai nostri cedimenti, ci illumina il cammino quando la notte del male ci accerchia, ci strappa dal cuore la paura di seguirlo, ci apre le sue braccia per accoglierci con amore.
Dio si è avvicinato a noi, si è unito a noi per togliere tutto ciò che ci potrebbe impedire di congiungerci al suo amore. In Gesù fatto uomo, Dio e gli uomini si incontrano in una unione indissolubile. È proprio di questo che dobbiamo diventare consapevoli, per mantenere viva questa unione e trarre da essa tutti i frutti di salvezza che ne scaturiscono.
È ora che strappiamo il velo della nostra indifferenza, che risvegliano le nostre coscienze assopite, che rinnoviamo la nostra esistenza, che rompiamo l’isolamento che ci rende sordi alle invocazioni di aiuto dei nostri fratelli, che ritroviamo la gioia di vivere, di credere.
Lasciamo che il Signore entri nella nostra vita per effondere in noi la gioia della sua presenza e la dolcezza della sua parola e mettiamo nelle sue mani il turbinìo della nostra esistenza. Andiamo incontro al Signore che viene, senza paura, con tanta fiducia, a mani e cuore aperti, in attesa che egli ce li riempia del suo amore, per poterlo poi donare a tutti i nostri fratelli.

don Luciano
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