dopo la pausa natalizia riprendiamo il nostro incontro mensile attraverso questa pagina del Bollettino.
Abbiamo accolto con gioia, nonostante tutto, il nuovo anno; ci siamo scambiati gli auguri confidando che le nostre speranze non diventino, col passare del tempo, delusioni. C’è proprio il bisogno, in tempi come questi, di trovare motivi di speranza.

Che cosa ci riserverà l’anno nuovo che da poco abbiamo iniziato? C’è chi confida negli oroscopi e ad essi si affida per intuire il futuro che gli sta davanti.
Noi, da cristiani, più semplicemente ci affidiamo a Dio. Il nostro “destino” è in parte nelle nostre mani, ma per il resto è nelle mani di Dio. E sono buone mani, perché son quelle di un Padre che ama infinitamente i suoi figli, e non li abbandona mai, specialmente nei loro giorni più difficili.
Tuttavia, anche noi ci chiediamo: come sarà questo nuovo anno? È una domanda motivata e legittima; tanto più perché ci sono dei segni poco rassicuranti.
Il nostro non è un tempo di pace, di tranquillità e di benessere per tutti. Basta che alziamo gli occhi per scorgere all’orizzonte guerre, violenze, terrorismo, fame, malattie e più vicino a noi discordie, ingiustizie, discriminazioni, sofferenze, povertà che affliggono ancora troppe persone. Non sono miserie che accadono per caso; molto dipende dagli uomini, in parte anche da noi.
Da duemila anni « il Verbo si è fatto carne e ha piantato la sua tenda in mezzo a noi »: Dio fa parte della nostra carovana di pellegrini. Da duemila anni la croce di Cristo è fissa nello scorrere del tempo, segno di riconciliazione e di pace, sostegno della nostra speranza sulla terra. « Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo ». La sua presenza in mezzo a noi non cambia automaticamente la nostra vita, non modifica il corso della storia, ma ci permette di avere speranza anche quando gli avvenimenti ci possono recare spavento.
Dio ci offre ancora del tempo perché ci impegniamo, secondo le nostre possibilità, a costruire attorno a noi un mondo di comprensione e di fraternità.
Con la presenza di Dio accanto a noi è possibile costruire un mondo migliore: ecco la nostra speranza. Dio non si è addormentato, né distratto: è con noi, nella stessa barca.
Rafforziamo la nostra fede nella presenza di Dio tra noi e comportiamoci di conseguenza. Sicuramente allora qualcosa cambierà; prima dentro di noi, poi anche attorno a noi. Questo è quanto il Signore si aspetta da noi: che diventiamo suoi collaboratori per costruire con lui un mondo in cui gli uomini si riconoscano e vivano come fratelli.
Buon Anno e buon lavoro.

 


don Luciano



Come Rosa blù

Jenny è una bambina. . .
un’adorabile bambina.

Se i capelli le cadono sugli occhi,
li scosta.
Ma la mano
non va dritta alla fronte.

Prima si curva come un fiore
al primo schiudersi dei petali.
Poi scosta i capelli
dagli occhi.

Jenny è diversa. Diversa?
Sì, diversa da quasi tutte le altre.

Ma chi ha detto che tutte le persone
debbano essere uguali?
Pensare, agire, apparire uguali?
Per me, Jenny è come una rosa blu.

Avete mai visto una rosa blu?
Ci sono rose bianche,
e rose rosa,
e rose gialle,
e un’infinità di rose rosse.
Ma blu?

Un giardiniere sarebbe felice
di avere una rosa blu.
La gente verrebbe di lontano
per vederla.
Sarebbe rara, diversa, bella.

Anche Jenny è diversa.
Ecco perché, in qualche modo,
è come una rosa blu.

Ci sono molte cose che Jenny non capisce.
E ci sono molte cose di Jenny
che gli altri non capiscono;
che Jenny è come un gattino senza coda;
che Jenny sente una musica diversa;
che Jenny ha le ali corte;
che Jenny dev’essere protetta.

Jenny è come una rosa blu,
delicata e bellissima.
Ma le rose blu sono così rare
che ne sappiamo poco, troppo poco.

Sappiamo solo che hanno bisogno
d’essere curate di più,
di essere amate di più.

(GERDA KLEIN)


 

 

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