Fedeli carissimi, da pochi giorni abbiamo celebrato la Settimana Santa che tocca profondamente il cuore dei cristiani. Abbiamo rivissuto gli avvenimenti conclusivi della vita terrena di Gesù, quelli che esprimono il vertice del suo amore per noi, abbiamo ripercorso il cammino della Croce che sfocia nella gloria della Risurrezione.
Ecco la Pasqua, la più grande festa cristiana, l'avvenimento centrale della nostra salvezza, cardine e fondamento della nostra fede: Cristo è veramente risorto.

In questo periodo la liturgia ci invita a risorgere anche noi a vita nuova.
Sia un risorgere che ci rinnovi profondamente, che cambia certe situazioni, certe abitudini, che migliori i rapporti di amicizia con gli altri: nella famiglia, nel lavoro, nella scuola, nel divertimento, nella Comunità.
E' a Gesù Cristo che dobbiamo riferirci per portare un rinnovamento nella nostra vita, per migliorare la società intorno a noi, nella giustizia, nella verità, nel rispetto, nella comprensione, nella solidarietà e nell'amore.
Il Cero pasquale, simbolo di Cristo risorto, posto accanto all'altare per tutto il tempo di Pasqua, ci stimoli a un rinnovato impegno di vita cristiana.
San Paolo in una sua lettera scrive: "Fratelli, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; stiamo dunque saldi e non lasciamoci imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Se ci lasciamo guidare dallo Spirito non saremo più sotto il giogo del peccato".
Il peccato è schiavitù, le passioni sono un giogo; la grazia della Pasqua ci aiuti a dominarle e lo Spirito Santo con le sue buone ispirazioni sia la fonte delle nostre libere scelte. Se viviamo guidati dallo Spirito del Signore la Pasqua sarà sempre in noi, sarà libertà, gioia, pace, serenità.
In questi giorni sulle piante spuntano le prime gemme ed è in arrivo l'esplosione della primavera. La natura che rifi orisce sia il simbolo della nostra rinascita interiore.
Solo così la Pasqua non sarà stata celebrata invano e porterà quei frutti che provengono da una vita cristiana più impegnata, convinta e coerente.

don Luciano


"Per un pugno di dollari"


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