La società di oggi, per motivi di ordine culturale e ideologico, si trova in una situazione di smarrimento e di confusione: si è perduta l’evidenza originaria dei fondamenti dell’essere umano e del suo agire etico e la dottrina della legge morale naturale si scontra con altre concezioni che ne sono la diretta negazione.
Tutto ciò ha enormi e gravi conseguenze nell’ordine civile e sociale.
Secondo alcuni pensatori la società, o di fatto la maggioranza dei cittadini, diventa la fonte ultima della legge civile. Alla radice di questa tendenza vi è il relativismo etico, in cui alcuni vedono addirittura una delle condizioni principali della democrazia.
Ma se fosse così, la maggioranza di un momento diventerebbe l’ultima fonte del diritto.
La storia dimostra con grande chiarezza che le maggioranze possono sbagliare. La vera razionalità non è garantita dal consenso di un gran numero, ma solo dalla trasparenza della ragione umana alla Ragione creatrice e dall’ascolto comune di questa Fonde della nostra razionalità.
Quando sono in gioco e esigenze fondamentali della dignità della persona umana, della sua vita, dell’istituzione famigliare, dell’equità dell’ordinamento sociale, cioè i diritti fondamentali dell’uomo, nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore nel cuore dell’uomo.
La Legge naturale diventa così la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità e difeso da ogni manipolazione ideologica e da ogni arbitrio e sopruso del più forte. Se per tragico oscuramento della coscienza collettiva, lo scetticismo e il relativismo etico giungessero a cancellare i principi fondamentali della Legge morale naturale, lo stesso ordinamento democratico sarebbe ferito radicalmente nelle sue fondamenta.
Contro questo oscuramento, che è crisi della civiltà umana, prima ancora che cristiana, occorre mobilitare tutte le coscienze degli uomini di buona volontà, perché insieme e in modo fattivo si impegnino a creare, nella cultura e nella società, le condizioni necessarie per una piena consapevolezza del valore inalienabile della Legge morale naturale. Dal rispetto di essa infatti dipende l’avanzamento dei singoli e della società sulla strada dell’autentico progresso in conformità con la retta ragione, che è partecipazione alla Ragione eterna di Dio.
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