È stato bello per noi, come Comunità cristiana, vivere la Quaresima come un tempo di riflessione e di preghiera, di accoglienza e di solidarietà, di sobrietà e di semplicità, con il desidero di lasciarci riconciliare con Dio e con i fratelli per rigenerarci a vita nuova. Abbiamo fatto nostre le esortazioni del profeta Isaia: “Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia; non ve ne accorgete?” È stata perciò la Quaresima un periodo anche di gioia perché lungo il cammino Dio ci è sempre venuto incontro. La via del discepolo è quella del Maestro: insieme verso Gerusalemme, verso la Croce- Risurrezione. Di domenica in domenica attraverso l’ascolto obbediente alla sua Parola (1ª dom.), Gesù ci ha indicato una via sicura per superare ogni prova-tentazione.
Il Padre ci esorta a non vacillare nella nostra fede nel suo Figlio (2ª dom.), anche se dovrà affrontare la morte. Strada facendo abbiamo bisogno dell’acqua viva della Fonte (3ª dom.), ossia del dono dello Spirito Santo, il solo che estingue la sete e porta l’uomo alla pienezza della sua realizzazione come cristiano. Abbiamo bisogno della Luce che è Cristo (4ª dom.), il quale ci strappa dalle tenebre che spesso avvolgono la nostra esistenza.
Con il segno di Lazzaro (5ª dom.) ci preannuncia la Risurrezione, nella quale tutti rinasciamo a vita nuova.
Ogni venerdì di Quaresima ci siamo ritrovati ai piedi del Crocifisso per ripercorrere la “Via Crucis”, e ci siamo lasciati toccare il cuore dal grande gesto di Gesù che è arrivato a morire per strapparci dal potere del male. Ricordiamo in particolare le emozioni vissute durante l’ultimo venerdì dedicato a Maria, quando, accompagnati dal canto e dalla musica di Pergolesi abbiamo meditato l’inno “Stabat Mater”, che descrive la sofferenza di Maria sotto la Croce.
Il pensiero è andato a tutte quelle mamme che stanno soffrendo per un loro figlio e abbiamo fatto nostro il loro dolore.
Ripercorrendo i momenti tragici della passione di Gesù ci siamo chiesti se noi siamo sempre con Lui o qualche volta contro di Lui. Passiamo anche noi troppo facilmente dall’Osanna al Crocifiggilo? Entriamo anche noi a Gerusalemme per fargli compagnia o per abbandonarlo come i suoi discepoli? In quel Pane e in quel Vino scelti da Gesù nell’ultima Cena per nutrirci, troviamo la forza per non rinnegarlo e per vivere con gioia l’amore quotidiano, nella semplicità dei gesti, come quello di lavare i piedi, ma che raggiunge l’anima di chi ci sta accanto.
Dobbiamo anche noi trovare il coraggio di lasciare l’anfora al pozzo, come la Samaritana, per andare a testimoniare con la nostra vita che Gesù è vivo e che è in mezzo a noi.
Solo così potremo cantare il nostro Alleluia al Risorto ogni domenica, Pasqua settimanale!, perché la fede è un grande dono da alimentare con la carità e da condividere con i fratelli.


Gianna Rosso

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