Ua civiltà basata sul consumismo è destinata inevitabilmente a diventare una civiltà edonistica, perché deve spingere alla soddisfazione di bisogni primari, secondari, terziari e via dicendo fino all’estremo limite, fino alla soddisfazione di qualsiasi insignificante desiderio.
E una civiltà edonistica è una civiltà che inevitabilmente deve rinunciare ai veri valori, perché il rispetto di qualsiasi vero valore comporta invece sacrificio.
Per lo stesso motivo tale civiltà è destinata ad abbandonare Dio, perché seguirne la volontà, cioè la giustizia, la carità, il bene comporta sacrificio; comporta quindi l’esatto contrario di ciò che si prefigge il modello edonistico.
In tale civiltà indubbio sarà il trionfo del relativismo: la persona sarà sempre più vulnerabile nell’accettare le opinioni che le procurano piacere. Ma una vita vissuta per soddisfare i desideri non può essere che una vita di insoddisfazione. Eppure la società dei consumi è una società basata sul lavoro e sul benessere e quindi su legittime speranze. È paladina di libertà, democrazia e rispetto per i diritti dell’uomo e della sua dignità. Occorre però che abbia dei freni.
Non può seguire principi quali: “proibito proibire”, perché simili principi porrebbero a rischio la sua stessa sopravvivenza.
Il caos, insieme alla perdita dei valori, è infatti nemico della democrazia e della libertà.
Tanto nemico è il caos quanto amico invece è l’ordine.
Democrazia, libertà, ordine: ecco la triade amica della civiltà vera. L’uomo amerà sempre la felicità, e sa perfettamente che non potrà mai trovarla nel male. Il freno migliore che la civiltà edonistica potrà avere è proprio in quei valori che traggono alimento dalle radici cristiane!

Adriano Accorsi

"Per un pugno di dollari"


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