Ciao a tutti! Qui in Cina tutto bene, anche se le contraddizioni che si vedono sono enormi. Qui i ricchi sono a fianco dei poveri, le macchine di lusso corrono a fianco dei carretti di chi raccoglie cartone e plastica. Per i controlli poi c’è chi dice di stare attenti, di non dire a nessuno chi sono, di farmi un’altra identità, e chi invece dice che sanno bene chi sono e che siamo controllati. Io qui sto bene; certo ci sono i giorni SÌ e i giorni NO, come ci sarebbero in qualsiasi altra parte. Mi guardo attorno e posso dire che sono contenta di essere qui, anche se sono in frontiera.
Per quanto riguarda la fede, qui ci sono dei Preti, ma sono tutti iscritti alla Chiesa Patriottica e sono controllati. Lo straniero e per di più un italiano è guardato con sospetto; per loro è come un infiltrato, legato al Vaticano (che vedono come uno Stato straniero dal quale non vogliono assolutamente dipendere).
Sembra una barzelletta tante volte, ma finché non si viene qui e si sta qui, si fa fatica a capire.
Puoi andare a Messa, ma non devi dire che appartieni alla Chiesa Cattolica. Puoi vivere, in Cina, ma perché? Per fare opere sociali? Non ci sono già le Organizzazioni cinesi? (Mi ha detto a scuola un professore dei bambini che sto seguendo).
Quando vedo i mille ostacoli per lavorare qui, le domande e le risposte che devo evitare, tarare, inventare. . . vengono in mente tanti pensieri. La libertà qui per noi è molto limitata: puoi andare, comprare quello che vuoi, ma non puoi essere te stesso.
Ma anche tanta gente di qui vive senza un senso, senza un motivo nelle loro giornate, c’è molta povertà e passiva accettazione di essa. È normale per molti vivere in queste condizioni, forse non prospettano nemmeno di avere la possibilità di uscirne.
Sono gli ultimi tra gli ultimi.
. . sono tenuti sotto stretto controllo esterno. Sanno poco del mondo fuori della Cina, dicono a loro quello che vogliono.
Purtroppo ci sono tante cose brutte: l’inquinamento, la lingua, la sporcizia, l’emarginazione.
. . E allora mi dico: è qui che devo stare, tra loro, gli ultimi. E ringrazio profondamente il Signore che mi fa vivere tutto questo, illuminando il mio cuore e la mia mente.
Sono solo due mesi che son qui, vedremo poi cosa succederà; ma vivo quella piena libertà di sapere che sono nelle mani del Signore e che « tutto concorre al bene, per coloro che Dio ama ».
Adesso termino; se potessi scriverei tanto altro, ma non so ancora quanto posso espormi.
Cerco di comunicarvi ciò che vivo cercando di evitare rischi.
Comunque scriverò ancora e allora completerò questa lettera.
Prego ogni giorno, anche per voi.
Un abbraccio.

Cristina Tonelotto



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