In un messaggio ai fedeli i Vescovi italiani hanno lasciato tra l’altro una riflessione molto importante; eccola:
Nel nostro tempo è necessario dire un “no” deciso alla cultura della morte ampiamente dominante. È un’anticultura che si manifesta per es. nella droga, nella fuga dal reale verso l’illusorio, verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro, che si esprime in una sessualità che diventa puro divertimento senza responsabilità,
che diventa una “cosificazione” dell’uomo che non è più considerato persona, degno di un amore personale che esige fedeltà, ma diventa merce, un mero oggetto.
A questa promessa di apparente felicità, a questa anticultura diciamo “no”, per coltivare la vera cultura della vita. Per questo il “sì” cristiano, dai tempi antichi fino ad oggi, è un grande “sì” alla vita. Il contenuto di questa cultura della vita, il contenuto del nostro grande “sì”, si esprime nei dieci Comandamenti, che non sono un pacco di proibizioni, ma presentano in realtà una grande visione di vita.
Sono un “sì” a un Dio che dà senso al vivere (i primi tre); “sì” alla famiglia (il quarto); “sì” alla vita (il quinto); “sì” all’amore responsabile (il sesto); “sì” alla responsabilità sociale, alla giustizia (il settimo); “sì” alla verità (l’ottavo); “sì” al rispetto dell’altro e di ciò che gli è proprio (il nono e il decimo). Questa è la cultura della vita, che diviene concreta e praticabile e bella nella comunione con Cristo, il Dio vivente, che cammina con noi nella grande famiglia della Chie
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