È risaputo che alla nascita di una nuova parrocchia, la figura del suo primo parroco è particolarmente legata alla memoria comune della popolazione: una figura mitica, per certi versi, perché dà una impronta personale e carismatica alle prime vicende di quella comunità, certamente anche partecipando agli sforzi e ai sacrifici, per costruire le strutture necessarie alla pastorale parrocchiale. La parrocchia di Santa Maria di Cittadella ha avuto il suo primo parroco nella persona di don Marco Perin.

Accanto a tutte le celebrazioni per i cento anni dall'entrata dell'Italia nella Prima Guerra mondiale (1915) e accanto a quelle celebrazioni, ben più importanti, dei settant'anni della conclusione della Seconda Guerra mondiale (1945), anche la comunità di Santa Maria di Cittadella ha un anniversario da festeggiare: i settant'anni dalla costruzione della sua chiesa.
Il libro della cronistoria parrocchiale si apre proprio raccontando sinteticamente come si sono svolti i fatti. La mano che scrive è probabilmente quella di don Marco Perin, il primo parroco di Santa Maria.

La Pasqua, la massima solennità cristiana che, tra l'altro, segna annualmente la fine della stagione invernale e l'inizio della stagione primaverile, è il punto discriminante della storia della salvezza.
Con la Pasqua di Cristo ha fine il dominio del male, del peccato e della morte e inizia l'era ultima della redenzione, della riconciliazione e della vita.
La celebrazione dei sacramenti, in particolare quelli della Iniziazione cristiana, Battesimo, Cresima ed Eucaristia, è l'introduzione fondamentale dell'essere umano nella vita nuova di Cristo.
È il passaggio da una condizione disonorevole alla piena dignità di figli di Dio.

Dopo una parentesi di pausa, continuo la pubblicazione, a brani, della lettera circolare, intitolata L'espressione rituale del dono della pace nella Messa, emanata in data 8 giugno 2014 dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sul modo di scambiarsi il dono della pace nella celebrazione dell'Eucaristia.
Il Dicastero (cioè la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti), su disposizione del Papa Benedetto XVI, ha già interpellato le Conferenze dei Vescovi nel maggio del 2008 chiedendo un parere se mantenere lo scambio della pace prima della Comunione,

La lettera circolare, intitolata L'espressione rituale del dono della pace nella Messa, emanata in data 8 giugno 2014 dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sul modo di scambiarsi il dono della pace nella celebrazione dell'Eucaristia, ha suscitato, a quanto sembra, poco interesse tra i fedeli e meno ancora tra i sacerdoti. Poiché tale documento è stato voluto da un Papa non sospetto, come Francesco, che gode di un consenso planetario, ritengo utile, attraverso le pagine di questo Bollettino, proporre la lettura della lettera a brani.
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace», sono le parole con le quali Gesù promette ai suoi discepoli riuniti nel cenacolo,


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


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