È sempre un appuntamento importante per i nostri Bambini e per le loro famiglie, ma non è l’unico: ogni domenica «Qualcuno ci aspetta per venire a casa nostra ». . .

È bello fare grande festa: vestirsi di bianco, preparare preghiere, invitare i parenti purché non sia un momento isolato, una parentesi, come una comparsa in una fiction. Forse la cerimonia tanto solenne può dare l’impressione di qualcosa di eccezionale che non si ripeterà più, mentre dovrebbe segnare davvero l’inizio di una storia d’amore. Può far comodo investire tutto sui bambini, dimenticando gli adulti che dovrebbero sempre dare l’esempio: importante il primo boccone gustato dal bimbo neonato, ma se i grandi poi rimanessero a digiuno o si limitassero solo a guardare pur emozionati? A dir la verità in certe circostanze si vedono tante comunioni, in funerali particolari, ma non sembrano preparate convenientemente o con le necessarie disposizioni. È vero che ognuno si accosta liberamente a Dio seguendo la propria coscienza, ma non posso credermi perfettamente a posto se poi ho una pericolosa infezione in atto. Ancora una volta i Bambini ci fanno riflettere e ci possono avvicinare a quel Dio che chiama in un certo momento della vita, con l’iniziazione cristiana, ma attende tutti noi cresciuti negli anni, ma non sempre nella fede, per una autentica pratica cristiana.

La fede è sì dono di Dio, ma anche conquista dell’uomo che nella fragilità della natura umana, con la Grazia, invocata nella preghiera e nei Sacramenti, può sempre maturare. Allora mentre i Bambini si accostano alla Mensa del Signore, prendendo il loro posto a tavola come i grandi, cerchiamo di non lasciarli soli, limitandoci solo a guardarli, ma cerchiamo di seguirli nel ricevere la Comunione, senza dare quel brutto esempio che è possibile vivere da veri cristiani senza nutrirci frequentemente abitualmente del Corpo di Cristo.

La festa della Prima Comunione commuove spesso per l’innocenza e la semplicità dei bambini, fa rivivere una certa nostalgia del passato più o meno lontano, ma non dobbiamo mai pensare che « siano cose solo per bambini » perché in ogni momento il Signore cammina con noi, anzi vuol venire dentro di noi per sostenerci nel cammino. Rinnoviamo la gioia di quell’incontro, anche se il bianco è rimasto solo. . . nei capelli!

don Domenico Frison


"niente paura"


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