Mi ha colpito la frase dello scrittore Luigi Santucci che ho letto in questi giorni: « Il tempo è l’eternità centellinata, regalataci a piccole dosi, giorno per giorno, perché altrimenti soffocheremmo ». E noi spesso le consumiamo, sbocconcellando indifferenti, senza chiederci perché ci sono donate, come non dovessero mai finire.

Il tempo è dono di Dio, passa in fretta e non ritorna più: questo deve far riflettere. Il tempo è realtà che prepara l’eternità: ogni istante è un “momento favorevole”.

Dio assegna a ciascun o un “periodo” per realizzarsi, secondo un piano di amore. Terminato questo tempo di “prova e grazia” non c’è “ricupero” per nessuno. Ogni attimo è uno scorrere inesorabile verso l’eternità, dove tutto sarà definitivo.

Mai stancarsi di operare tutto il bene possibile, sicuri che un giorno lo troveremo. Ogni anno che passa è richiamo a “tesoreggiare” il tempo per valorizzarlo bene. Dare ad ogni istante “il meglio” e così rendere “pieno di bene” l’istante che fugge. Occorre “vivere le azioni” anche semplici e ordinarie, come ha fatto ed insegnato Gesù che nacque per amore, visse amando, morì per amore per il Padre e per noi.

Ciascuno deve vivere la propria vocazione, consapevole che nessuno può operare al suo posto: mettere la propria voce nel grande coro, cercando però di non “stonare”. Ogni anno che passa è l’occasione per fare “una revisione di vita” per capire bene se stiamo camminando sulla strada giusta, senza incertezze, lentezze, sbandamenti.

Qualcuno nell’Ottocento ha detto: « Per compiere grandi passi, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo pianificare, ma anche credere » (Anatole France).

Per essere veramente uomini bisogna coltivare sempre un sogno, un progetto, una fede, non rassegnarsi alla banalità, alla bruttezza, al grigiore, alla sopravvivenza. . . La stessa attenzione al creato, alle cose semplici della vita può dare quello stupore, quella serenità, quella gioia che capita di vedere sul volto di quanti vanno avanti e nel momento di partire ci ricordano che non ci si pente mai del bene fatto, lasciando tracce luminose che orientano verso la Casa del Padre: solo l’amore resta, va oltre il tempo, per questo vivono ancora nei nostri cuori, aspettandoci alla Grande Festa.

Cogliamo i loro messaggi, seguiamo i loro esempi, facendoli diventare testamenti: sapendo che ogni anno che passa non ci allontana da Dio, ma ci avvicina a Lui.


don Domenico Frison


"niente paura"


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