I vescovi della Regione Triveneta hanno indetto ad Aquileia, per il 2012, un grande convegno delle Chiese della regione a 20 anni dalla prima convocazione.

Intendono così riprendere il filo di una riflessione che approfondisca quelle sfide che allora cominciavano a profilarsi all'orizzonte, ma che oggi si presentano in tutta la loro evidenza ed urgenza.

Perché Aquileia? Ci si potrà chiedere perché i Vescovi hanno scelto questa sede.

Non certo per motivi artistici o turistici, anche se si tratta di una sede ricca da questo punto di vista. Aquileia può essere definita la “culla” del cristianesimo delle nostre regioni.

Secondo la tradizione, il Vangelo vi giunse attraverso la predicazione di S. Marco, che condusse a Roma Ermacora, poi ordinato primo vescovo di Aquileia, da S.

Pietro.

Tradizioni a parte, essa era posta al centro di grandi e importanti vie di comunicazione e fu per molti secoli la sede del Patriarcato, a cui si sentivano legate le chiese della regione. L’attuale basilica, voluta da Teodoro, fu costruita tra il 308 e il 320 e resta uno dei segni più significativi delle origini cristiane nelle nostre terre.

Incontrarci ad Aquileia significa quindi tornare alle radici della fede per affrontare assieme le sfide che il futuro ci pone davanti.

Nuove generazioni di giovani si sono affacciate nello scenario del nostro territorio; nuove tecnologie e nuovi mezzi di comunicazione hanno pervaso la vita e la mentalità delle persone; crisi economiche, finanziarie, di lavoro hanno caratterizzato – e certe volte in maniera drammatica – gli stili di vita; la globalizzazione delle idee, delle religioni, dei comportamenti, dell’economia, si è intensificata; l’immigrazione, in 20 anni, si è più che triplicata e sempre più esige di essere valutata non solo come un problema di emergenza ma anche come una risorsa permanente.

Tutti questi fenomeni hanno segnato il volto e la vita anche delle nostre comunità ecclesiali. C’è il bisogno quindi di interrogarsi sulla effettiva attuale incisività dell’annuncio del Vangelo in queste terre e di conseguenza sugli obiettivi da proporre alle comunità cristiane.

In questi 20 anni passati la Chiesa italiana ha offerto impulsi e prospettive nuove.

Basta ricordare il grande Giubileo del 2000, il Convegno ecclesiale di Palermo nel 1995 e quello di Verona nel 2006, al nuovo programma pastorale decennale proposto recentemente dalla CEI sulla educazione e formazione cristiana.

Le Chiese del Triveneto sono invitate a fare memoria del cammino percorso in questi ultimi 20 anni per capire che cosa lo Spirito abbia suscitato e sottolineare alcune mete realizzate in questo periodo.

S. Maria ci entusiasmi per questo evento, ci dia il dono della preghiera, ci coinvolga accompagnandoci nel cammino che faranno le nostre parrocchie e affinché ogni chiesa diocesana e ogni comunità parrocchiale sia pronta ad obbedire a « quanto lo Spirito vorrà dire » in questo evento straordinario.

(tratto da “La Voce di Santa Maria” - febbraio 2011) don Domenico Frison


"niente paura"


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