Nell’ultimo bollettino si leggeva: « Estate, tempo di vacanze, di ferie, di riposo, di uscite, di viaggi », tanto che appassionati di nevi perenni potevano programmare esperienze ad alta quota. Qualcuno così, scherzando, si riprometteva di andare a fare le sue settimane bianche, ma tra “bianche coltri” di un letto del nostro ospedale per un intervento necessario, lasciando ad altri programmi estivi più interessanti. Ricoverato in Ortopedia con tutte le attenzioni e le cure

, ne è uscita un’estate ricca di esperienze significative, tanto da far guardar le persone e le cose con occhi diversi. Pensare ai ricoverati e più ancora parlare ai malati è qualcosa che diamo per scontato quando si fa una breve visita di cortesia, si scambia un saluto, si recita una preghiera e si torna alla vita normale: si possono poi fare commenti, scambiare delle impressioni. . .

Per chi rimane ad assistere, a vegliare, a condividere le varie fasi di un intervento con discrezione e disponibilità è una testimonianza di cristiana solidarietà che intenerisce il cuore, tanto che senz’alcun sentimentalismo può sbocciar un bacio di riconoscenza.

Per chi deve vivere l’esperienza dell’operazione c’è spesso la sensazione di fragilità, constatando che “il proprio corpo perde colpi” non è più integro, perde qualche pezzo. Occorre tanta fiducia nell’opera dell’uomo che giunge in tanti modi, rispettando tempi, metodi, terapie con quelle prescrizioni frutto di esperienza, di attenzione e di costanza. Bisogna poi vincere quel senso d’imbarazzo, quasi di ritrosia quando si deve chiedere, chiamare, accettare gesti di vicinanza attiva, di assistenza efficace, di supplenza per le umili necessità personali. Ed è commovente constatare tanta attenzione e discrezione. Si impara a convivere con la propria fragilità, senza “pretendere” corsie preferenziali, aspettando con pazienza il proprio turno, imparando a convivere con chi ha un’altra sensibilità, cercando di non far pesare le proprie abitudini e particolari esigenze.

Diventa una scuola di vita dove si impara da tutti: osservando, ascoltando, parlando in particolari momenti, calandosi nelle realtà di chi viene, racconta e spesso si confida. È come un confessionale quella sedia accanto al letto del Don che offre una strana opportunità.

Ognuno racconta liberamente le sue storie, senza fretta, ma con sincerità. Non sono parole di circostanza, ma squarci di vita, segnati dal dolore, spesso nascosti, che fanno riflettere, ponendo certe domande: « Perché tanta sofferenza per quel papà, l’angoscia per quella mamma, il lento recupero per quel giovane, la quasi immobilità per quell’anziano già tanto provato? ». Guardi le tue ferite che si stanno rimarginando e accetti serenamente la tua situazione, quasi vergognandoti, pensando a tanti altri casi. Appare così, in una luce nuova, il problema della sofferenza umana, tanto da rivedere certe convinzioni, come sopportare, tacere, far gli eroi, rassegnarsi senza via di scampo.

La teologia della croce ha una sua innegabile e irrinunciabile portata – una lunga scia di santi si è formata sotto la sua ombra – ma è stata qualche volta male interpretata. La sofferenza è divenuta una meta, un valore a se stante, quasi una prova da cercare più che un mezzo, una via di liberazione, esortando a benedire il dolore, a cercar privazioni, penitenze, mortificazioni, a tener accesa la sete del patire, del soffrire ad ogni costo. . .

Compito del cristiano non è insegnar a soffrire, a far gli eroi, ma a vivere con serenità, cercando di eliminare le cause delle sofferenze, adoperandosi per il benessere terreno. Settimane bianche da ricordare, non per i panorami stupendi, ma per scoperte profonde. Il dolore, il sacrificio diventano il prezzo della gioia che si è chiamati a conquistare.

don Domenico Frison


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


17 dicembre 201817 dicembre 2018

I sette peccati capitali della ricchezza

cottarelli

PROF. CARLO COTTARELLI, economista


Venerdì 25 gennaio 2019

La responsabilità delle élites

calenda

Dottor Carlo Calenda già  ministro dello sviluppo economico


Venerdì 1 febbraio 2019

Ricchezza e Disuguaglianza

padovan

PROF. PIER CARLO PADOAN già ministro dell’Economia e delle Finanze.


 Lunedì 4 marzo 2019

Da ricchezza che non sazia

bruni

PROF. LUIGINO BRUNI, Professore Ordinario in Economia Politica al Dipartimento di Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue Moderne dell’ Università Lumsa di Roma

locandina incontri fidanzati cittadella 2018

Assemblea diocesana 2018 1

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.