La sera di Giovedì 20 ottobre 2011, Don Luigi Miotto, il secondo parroco di S. Maria (1952-1959), dopo una lunga vita terrena, è tornato alla casa del Padre.

Per la nostra Comunità è doveroso ricordarlo per quanto egli ha fatto in anni difficili e per l’amore che ha sempre dimostrato, rispondendo sempre con vero entusiasmo agli inviti particolari, partecipando con gioia, raccontando i tanti ricordi, corredati talora da vecchie fotografie, lasciando poi doni significativi. Il prezioso calice artistico della sua Prima Messa, da tempo, lo ha destinato alla Parrocchia di S. Maria, aggiungendo in seguito anche una nuova pisside.

Era nato a Piovega di Piove di Sacco il 18/2/1916 in una famiglia numerosa e molto religiosa (ben tre figli sceglieranno una vita di speciale consacrazione). Entrato da ragazzo in Seminario Minore a Thiene, poi in Seminario Maggiore, diventando finalmente Sacerdote, ordinato dal Vescovo il 28/6/1942 a Padova. Viene subito mandato a Cittadella come cappellano del Duomo con Mons. Basso: sono gli anni difficili della seconda guerra mondiale e vi rimarrà per dieci anni. Passerà quindi a sostituire Don Marco Perin, come secondo parroco della nuova parrocchia di S. Maria, facendo solenne ingresso il 14/9/1952, accompagnato da numeroso popolo e dalle autorità civili e religiose. Con il suo carattere deciso e coraggioso affronterà subito i grandi problemi, cominciando da quelli pratici.

I vecchi ricordano il suo impegno nel costruire il nuovo campanile, lavorando in prima persona per affiancare l’opera dei volontari specializzati, quando veniva a mancar la manodopera, impegnata nei lavori dei campi. Era poi molto solerte nel reperire i materiali e i fondi necessari, industriandosi in tanti modi, seguito dalla popolazione.

Sono anni che non dimenticherà mai, anche una volta passato nel 1959 nella popolosa parrocchia di Sarmeola, in grande espansione, alla periferia di Padova dove vi rimarrà fino al 1984, dotandola delle strutture parrocchiali.

Raggiunti i limiti di età, rinuncerà alla grande parrocchia, per andare a fare il Penitenziere a Legnaro, affiancando i vari parroci, fino al 2004 quando si ritirerà a Piovega, in un piccolo appartamento, vicino alla chiesa, assistito da famigliari.

Aveva un hobby particolare, la passione per il Presepio, fino a raccogliere tante creazioni artistiche della Natività, donate ultimamente all’abbazia di Praglia.

Ha vissuto a lungo (95 anni), ha lavorato molto, ha servito con fede il Signore, ha amato la sua gente, tanto che nel suo testamento spirituale ha lasciato scritto: « Fedeli, amici tutti, ho una confidenza da fare.

Nell’ora del mio tramonto invocate pure per me il riposo eterno. Passato io all’altra vita, nelle vostre necessità chiamatemi pure in aiuto. Troverò certo il tempo di darvi risposta. Amen ». Abbiamo allora perso un amico qui in terra, ma abbiamo un patrono in cielo.

don Domenico Frison


"Per un pugno di dollari"


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