Domenica 20 maggio alla S.Messa delle 8.00 abbiamo avuto un ospite particolare. Un parrocchiano di S. Maria di 22 anni, Riccardo. Quattro anni fa è partito per la Comunità Cenacolo, una comunità che accoglie ragazzi tossicodipendenti, fondata quasi 30 anni fa da una suora coraggiosa, Madre Elvira, che ha come slogan “dalle tenebre alla luce”.

Come ci ha raccontato nel corso della Messa, è partito triste e stanco della vita, costretto dalla famiglia più che da una reale volontà, ma con l’aiuto della Comunità ha trovato la gioia vera. Ci ha raccontato che i pilastri su cui si fonda sono tre: lavoro, amicizia vera e fede.

L’amicizia in Comunità si vive ogni giorno nelle condivisioni, nella verità, nella correzione fraterna. Quando entra un nuovo ragazzo viene accolto da un “angelo custode”: nessun farmaco, medico o psicologo, ma solo un giovane che come lui ha vissuto la difficoltà della droga e che poi ha ritrovato la sua vita in Comunità e che gli offre la sua presenza.

Riccardo ci ha anche parlato dell’altro pilastro su cui si fonda la Comunità: la fede. Ci ha parlato di una fede vissuta in modo semplice e concreto, fatta di gesti d’amicizia e di preghiera sincera, vissuta in diversi momenti della giornata: al mattino, durante il lavoro e alla sera. Lui stesso ci ha detto che prima di entrare in Comunità credeva che la fede e la preghiera fossero cose “da nonni”, ma che ora sono parte della sua vita e che lo rendono davvero felice.

Infine, Riccardo ci ha parlato della sua prossima avventura.

Insieme alla Comunità ha scelto di partire per la Missione e a breve sarà in Liberia (Africa), nell’ultima casa missionaria aperta dalla Comunità Cenacolo, dove saranno accolti bambini di strada. Ci ha detto che ha fatto questa scelta perché ha sentito il desiderio di restituire almeno un po’ di tutto il bene che ha ricevuto in questi anni: « gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date » è proprio un altro dei motti della Comunità Cenacolo.

Ci ha salutati in un modo che ci ha toccati nel profondo: ci ha chiesto scusa perché, nel passato, aveva “sporcato” il sagrato di S. Maria, utilizzando la droga anche in quella piazza.

La sua testimonianza ci ha colpiti e commossi. Nei suoi occhi e nelle sue parole abbiamo visto e sentito la gioia vera di una vita rinata.

Al termine, sollecitati da Don Domenico, i fedeli presenti che avevano ascoltato attenti la schietta testimonianza di un giovane passato “dalle tenebre alla luce” hanno espresso con un caloroso applauso, non solo come segno del perdono richiesto, ma come ammirazione per le scelte coraggiose e l’augurio per un cammino nella luce, ringraziando il Signore per i “miracoli che sa compiere in noi”! Marta

Sprazi di luce che illuminano la vita!

don Domenico


"niente paura"


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