Chi non frequenta la propria parrocchia e la Santa Messa domenicale difficilmente sentirà parlare di Quaresima da parte dei mezzi di comunicazione di massa. Generalmente si sa che la Quaresima è un periodo che va dalla fine del carnevale alla Pasqua. I più informati sanno che si tratta di un tempo nel quale si dovrebbero seguire certe regole: quella più nota è l'astinenza dalle carni il venerdì e qualche altra pratica tramandata dal passato. Ma sempre meno persone conoscono l'origine e i motivi per cui la Quaresima è proposta ogni anno ai credenti.


In effetti la pratica della penitenza e lo spirito di conversione hanno un'origine biblica: è la Bibbia che narra in più punti come il popolo d'Israele, in determinate circostanze, ricorresse a tali pratiche. È interessante notare che penitenza e conversione, nell'antico popolo di Dio, erano ritenuti metodi di preparazione a qualcosa che doveva avvenire successivamente; erano elementi necessari per disporsi a un evento di grande rilievo. Oppure si ricorreva a tali pratiche in seguito a episodi ed esperienze gravi, dolorosi, drammatici. Perciò penitenza e conversione erano viste e vissute da due angolazioni molto diverse: da un lato come preparazione interiore ed esteriore alla festa, dall'altro lato come purificazione dalle colpe, dai peccati e dall'infedeltà all'Alleanza con Dio.
Nell'esperienza umana e terrena di Gesù Cristo, vero e buon ebreo, si riscontra un segnale chiaro della sua adesione allo spirito di penitenza, in vista di un evento gioioso, quando si ritira nel deserto dopo il suo battesimo al fiume Giordano.
Il lieto annuncio dell'imminenza del Regno di Dio e l'inaugurazione del tempo messianico da parte di Cristo erano talmente importanti che dovevano essere preceduti da un lungo periodo di solitudine nel deserto.
I cristiani, fin dai primi secoli, hanno custodito e tramandato consapevolmente queste esperienze e disposizioni interiori nel doppio senso originario, collocandole specialmente a ridosso dei due momenti essenziali dell'anno liturgico: la Pasqua e il Natale. Ecco che la Quaresima e l'Avvento sono tempi di penitenza e di conversione sia perché introducono a due grandi motivi di festa (la Redenzione e l'Incarnazione), sia perché i peccati personali e comunitari allontanano il credente dall'Alleanza con il Padre e con Cristo stesso.
Entrando più nel concreto, lo spirito di penitenza e di conversione si esprime nell'adottare uno stile di vita diverso dal solito e nel fare qualcosa che normalmente non si fa. Tutti sanno che un'esperienza o un avvenimento insoliti, occasionali, rompono la linearità con cui generalmente scorre il tempo e la vita umana. Queste esperienze e avvenimenti spingono le persone ad aprire gli occhi e a maturare una maggiore consapevolezza di sè, della preziosità del tempo che si sta vivendo e anche della condotta non pienamente conforme al vangelo di Gesù. Attraverso la penitenza e la conversione lo Spirito Santo scuote la persona e parla al suo cuore, in tempi e modi diversi.
I secoli passati hanno visto la fioritura di numerose pratiche legate alla penitenza quaresimale, e di tante devozioni, a volte esagerate, dai toni spesso cupi.
Se c'è una cosa da fare in Quaresima è certamente ascoltare di più e meglio la Parola di Dio: amarla, comprenderla, viverla. La Parola di Dio, la Bibbia, è lo strumento con cui Dio ha parlato al mondo e con cui continua a parlare al mondo. Ed è la Parola di Dio che può suscitare nelle persone il desiderio e la capacità di pentirsi e di convertirsi. La Parola di Dio non può essere relegata esclusivamente dentro le mura della chiesa nella Santa Messa della domenica.
Purtroppo nelle case di tanti cristiani manca la Bibbia e se c'è rimane ben chiusa.
Questa Quaresima può essere l'occasione per procurarsi la Bibbia e leggerla personalmente. Per fare questo non serve essere biblisti o esegeti o teologi.
Non tutto sarà chiaro, non tutto sarà comprensibile ma è nel mistero di quelle parole che il Signore Dio, per mezzo di Cristo suo Figlio, si rivela al mondo.
Infine vale la pena ricordare che la Quaresima è rivolta alla Pasqua e che la Pasqua è più importante della Quaresima. Il sacrificio pasquale di Cristo sulla croce e la sua gloriosa resurrezione sono quanto di più importante i cristiani nella Chiesa possano celebrare. Il loro valore supera oltre ogni misura qualsiasi Quaresima, qualsiasi penitenza, qualsiasi opera di mortificazione, qualsiasi sforzo o iniziativa umani. I cristiani, in forza del Battesimo, sono già inseriti nella morte e resurrezione di Gesù, perciò anche ora, già da ora, è Pasqua. Pasqua di resurrezione, Pasqua di vita.
don Andrea Finco

 

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