La Pasqua e i cinquanta giorni successivi sono il tempo più indicato nell'anno liturgico per la celebrazione del Sacramento del Battesimo. Infatti la Pasqua ha inizio con la solenne veglia, che prevede come terzo momento la liturgia battesimale, caratterizzata dalla benedizione dell'acqua e del fonte. È consigliabile che quest'acqua sia usata per celebrare i Battesimi nel tempo pasquale. Nel Rito del Battesimo dei Bambini, nella sezione riguardante l'Iniziazione cristiana, pagina 22, n. 21 si dice: Quando è stata benedetta nella Veglia pasquale, l'acqua si conservi e si usi possibilmente durante il tempo di Pasqua, per affermare con maggior evidenza il nesso tra il sacramento e il mistero pasquale.
Ma sia portata anche nelle case per essere custodita devotamente e usata dal sacerdote durante la benedizione pasquale delle case e delle famiglie. Vorrei soffermarmi sul fonte battesimale. Nelle cattedrali antiche, come Firenze, Pisa e anche Padova, il Battistero si trova in un edificio staccato dalla chiesa. Il significato di tale scelta ha una sua logica: nella Chiesa (comunità dei battezzati) si entra attraverso il Battesimo e senza di esso si è fuori dalla Chiesa. Coloro che ricevevano il dono del Battesimo lo ricevevano fuori dalla chiesa-edificio e poi erano fatti entrare nella chiesa-edificio. Nelle chiese parrocchiali, almeno in quelle costruite prima del Concilio Vaticano II (1962-1965), il fonte battesimale era collocato dentro la chiesa, vicino alla porta centrale d'ingresso, quindi lontano dall'altare e in zona appartata. La riforma liturgica del Concilio ha mantenuto queste norme e, in certi casi, modificate. Infatti nel Rito del Battesimo dei Bambini, nella sezione riguardante l'Iniziazione cristiana, pagina 23, n. 25, si dice: Il battistero, cioè l'ambiente nel quale è collocato il fonte battesimale - a vasca o a zampillo - sia riservato al sacramento del Battesimo e sia veramente decoroso, come conviene al luogo dove i cristiani rinascono dall'acqua e dallo Spirito Santo. Il fonte battesimale può essere collocato in una cappella, situata in chiesa o fuori di essa, o anche in altra parte della chiesa visibile ai fedeli; in ogni caso deve essere disposto in modo da consentire la partecipazione comunitaria.
Nel battistero si conservi con onore il cero pasquale, che vi sarà collocato al termine del tempo di Pasqua; rimanga acceso durante il rito battesimale e alla sua fiamma si accendono le candele dei neobattezzati. Fu ammessa dunque la collocazione del fonte battesimale anche in presbiterio, in prossimità dell'altare della mensa dove normalmente si celebra l'Eucaristia e visibile dall'assemblea.
Tale concessione fu permessa per sottolineare il nesso tra due sacramenti: il Battesimo e l'Eucaristia. Battesimo ed Eucaristia che, con la Confermazione (Cresima), sono chiamati Sacramenti dell'Iniziazione cristiana. E per ribadire ulteriormente il legame con l'Eucaristia, fu permesso anche di celebrare il Battesimo di domenica e dentro il rito della Messa. Nel Rito del Battesimo dei Bambini, nella introduzione al rito, pagina 29, n. 9, si dice: Per meglio porre in luce il carattere pasquale del Battesimo, si raccomanda di celebrarlo durante la Veglia pasquale o in domenica, giorno in cui la Chiesa commemora la risurrezione del Signore. In domenica, il Battesimo può essere celebrato anche durante la Messa, affinché tutta la comunità possa partecipare al rito, e risalti chiaramente il nesso fra il Battesimo e l'Eucaristia. Non lo si faccia però troppo di frequente.
Certi parroci, purtroppo, fraintendendo, celebrano il Battesimo esclusivamente dentro la S. Messa domenicale.
Il Battesimo ha infatti una sua specifica identità e peculiarità, da non mescolare con l'Eucaristia. I genitori dei battezzandi e le comunità dovrebbero essere istruiti in questo dai parroci. Il fonte battesimale, costruito di marmo o pietra, richiama alla mente la roccia che Mosè ha percosso nel deserto e dalla quale è uscita l'acqua che ha dissetato e salvato il popolo d'Israele. Ma può anche richiamare, in qualche modo, la forma dell'utero materno, nel quale è contenuto il liquido che permette la vita del feto. Infatti, come il grembo materno genera una persona alla vita, così il fonte battesimale è il grembo che rigenera la persona alla vita nuova nel Cristo risorto. Si può anche dare al fonte battesimale la forma ottagonale che indica l'ottavo giorno, cioè il giorno che non avrà fine, il giorno dell'incontro ultimo con Cristo nella risurrezione finale, il giorno che non appartiene alla settimana terrena, il giorno che inizia col Battesimo. Tutto questo deve portare i cristiani a comprendere che il Battesimo, celebrato al fonte battesimale, è un dono inestimabile di Cristo alla sua Chiesa. Di questo grande dono dobbiamo essere riconoscenti.

don Andrea Finco

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