Quando da bambino facevo il chierichetto, il mio parroco, negli incontri settimanali come si usava allora, mi sottoponeva insieme agli altri colleghi a una verifica di cultura religiosa e in particolare liturgica. Ricordo indelebilmente che una volta mi chiese quanti fossero gli oli della Chiesa e il loro nome. Non sapevo rispondere, sia per la mia poca diligenza nel prepararmi sia perché non immaginavo che nei riti della Chiesa si usasse l'olio e che ce ne fossero addirittura tre.
La liturgia cristiana, da sempre, si serve del linguaggio simbolico per trasmettere i misteri di Cristo e in particolare gli elementi della natura sono segni straordinari per comunicare un

numero impressionante di realtà diverse. Il pane, il vino, l'acqua, la luce, la terra, l'olio, il grano, l'uva, la pietra, l'agnello, la colomba e tanti altri. Ma è proprio sull'olio che le mie considerazioni si soffermano: anzi sugli oli. In ogni chiesa parrocchiale dove si celebrano i sacramenti, non devono mancare l'olio dei catecumeni, l'olio degli infermi e il sacro crisma.
Per indicare l'importanza degli oli, prima del Concilio Vaticano II (1962-1965), si costruivano delle piccole nicchie con la porticina chiusa a chiave, dentro le chiese, nella parete a fianco dell'altare maggiore o comunque in presbiterio, dove si celebrava la S. Messa e i vescovi, nelle visite pastorali alla parrocchia, dovevano sorvegliare che la conservazione degli oli in queste nicchie fosse curata e decorosa.
Va detto, anzitutto, che gli oli sono consacrati una volta all'anno, dal vescovo diocesano e non dai sacerdoti, per tutta la diocesi, nella S. Messa crismale, celebrata il mattino del Giovedì santo in cattedrale. Da lì sono poi distribuiti velocemente in tutte le parrocchie della diocesi. Infatti alla sera del Giovedì santo, quando nelle parrocchie si celebra la S. Messa Nella cena del Signore, il sacerdote celebrante entra in processione in chiesa, portando in mano i tre vasi con gli oli consacrati il mattino dal vescovo e li depone sopra l'altare della mensa ed eventualmente li incensa. Questo segno indica il legame della singola parrocchia con il vescovo e quindi con tutta la diocesi: anzi, gli oli indicano in un certo senso la presenza stessa del vescovo nella parrocchia.
Più in particolare, i tre oli della Chiesa sono così utilizzati. L'olio dei catecumeni si usa solo nel sacramento del Battesimo; l'olio degli infermi è richiesto nel sacramento dell'Unzione degli Infermi (cioè dei malati o delle persone indebolite nel corpo e non tanto dei moribondi); infine il sacro Crisma è necessario nei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e nel sacramento dell'Ordine, cioè nell'ordinazione dei vescovi e dei sacerdoti.
Quali sono i motivi per cui nella Chiesa si ricorre all'uso degli oli? Quali significati sono espressi? Il Catechismo della Chiesa cattolica (pubblicato nel 1992) si esprime chiaramente quando tratta il Sacramento della Cresima, e spiega il significato dell'olio nell'unzione fatta in quel Sacramento.
Paragrafo 1293, pagina 338: Nel rito di questo sacramento (Cresima) è opportuno considerare il segno dell'unzione e ciò che l'unzione indica e imprime: il sigillo spirituale.
Nella simbolica biblica e antica, l'unzione presenta una grande ricchezza di significati l'olio è segno di abbondanza e di gioia, purifica (unzione prima e dopo il bagno), rende agile (l'unzione degli atleti e dei lottatori); è segno di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza. E prosegue.
Paragrafo 1294, pagina 339: Questi significati dell'unzione con l'olio si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L'unzione prima del Battesimo con l'olio dei catecumeni ha il significato di purificare e fortificare; l'unzione degli infermi esprime la guarigione e il conforto. L'unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo, nella Confermazione e nell'Ordinazione, è il segno di una consacrazione. Infine aggiunge.
Paragrafo 1295, pagina 339: Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve "il marchio", il sigillo dello Spirito Santo. Il sigillo è il simbolo della persona, il segno della sua autorità, della sua proprietà su un oggetto (per questo si usava imprimere sui soldati il sigillo del loro capo, come sugli schiavi quello del loro padrone); esso autentica un atto giuridico o un documento e, in certi casi, lo rende segreto.(continua...)

 

don Andrea Finco


"niente paura"


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