Chi ha seguito in questi mesi gli articoli relativi al sacro Crisma e agli altri due oli sacri della Chiesa, forse non pensava che ci fossero così tante cose da dire. Ma c’è di più.

Bisogna anche ricordare come deve essere l’olio che il vescovo benedice. Il Papa Paolo VI, nella Costituzione Apostolica Sacram Unctionem Infirmorum del 30 novembre 1972 (cfr. Acta Apostolicae Sedis 65 1973, pp. 5-9), riportata nel Rito dell’Unzione degli Infermi, dice: “Dato, poi, che l’olio d’oliva, quale fino ad ora era prescritto per la validità del Sacramento, in alcune regioni manca del tutto o può essere difficile procurarlo, abbiamo stabilito, su richiesta di

numerosi Vescovi, che possa essere usato in futuro, secondo le circostanze, anche un olio di altro tipo, che tuttavia sia stato ricavato da piante, in quanto più somigliante all’olio d’oliva”. Inoltre la Sacra Congregazione per il Culto Divino, nell’Introduzione al Rito dell’Unzione degli Infermi, al n. 20 aggiunge: “Materia adatta per la celebrazione del sacramento è l’olio di oliva, o, secondo l’opportunità, un altro olio vegetale”. La medesima Congregazione ha specificato alcune altre prescrizioni importanti nelle Premesse al Rito di Benedizione degli Oli (ed. italiana CEI, 3 luglio 1980), ai nn. 3-4-5: “3. Materia adatta del sacramento è l’olio d’oliva, o, secondo casi particolari, altro olio vegetale. 4. Il crisma si prepara con olio e aromi o sostanze profumate. 5. La preparazione del crisma si può fare privatamente prima della benedizione o anche dal vescovo durante l’azione liturgica.”. A questo punto vale la pena citare le formule che il vescovo usa per la benedizione dei sacri oli il Giovedì Santo, in Cattedrale, nella Messa Crismale.
Nel caso dell’olio degli Infermi dice: “O Dio, Padre di ogni consolazione, che per mezzo del tuo Figlio hai voluto recare sollievo alle sofferenze degli infermi, ascolta la preghiera della nostra fede: manda dal cielo il tuo Spirito Santo Paràclito su quest’olio, frutto dell’olivo, nutrimento e sollievo del nostro corpo; effondi la tua santa + benedizione perché quanti riceveranno l’unzione ottengano conforto nel corpo, nell’anima e nello spirito, e siano liberati da ogni malattia, angoscia e dolore. Questo dono della tua creazione diventi olio santo da te benedetto per noi, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, [che vive e regna con te per tutti i secoli dei secoli. Tutti: Amen].”.
Nel caso dell’olio dei Catecumeni dice: “O Dio, sostegno e difesa del tuo popolo, benedici + quest’olio nel quale hai voluto donarci un segno della tua forza divina; concedi energia e vigore ai catecumeni che ne riceveranno l’unzione, perché illuminati dalla tua sapienza, comprendano più profondamente il Vangelo di Cristo; sostenuti dalla tua potenza, assumano con generosità gli impegni della vita cristiana; fatti degni dell’adozione a figli, gustino la gioia di rinascere e vivere nella tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Tutti: Amen.”.
Nel caso del sacro Crisma dice: “O Dio, fonte prima di ogni vita e autore di ogni crescita nello spirito, accogli il gioioso canto di lode che la Chiesa ti innalza con la nostra voce. Tu in principio facesti spuntare dalla terra alberi fruttiferi e tra questi l’olivo, perché dall’olio fluente venisse a noi il dono del crisma. Il profeta Davide, misticamente presago dei sacramenti futuri, cantò quest’olio, che fa splendere di gioia il nostro volto. Dopo il diluvio, lavacro espiatore dell’iniquità del mondo, la colomba portò il ramoscello d’olivo, simbolo dei beni messianici, e annunziò che sulla terra era tornata la pace. Nella pienezza dei tempi si sono avverate le figure antiche quando, distrutti i peccati nelle acque del Battesimo, l’unzione dell’olio ha fatto riapparire sul volto dell’uomo la tua luce gioiosa. Mosè, tuo servo, per tua volontà purificò con l’acqua il fratello Aronne e con la santa unzione lo consacrò sacerdote. Il valore di tutti questi segni si rivelò pienamente in Gesù Cristo tuo Figlio e nostro Signore. Quando egli chiese il battesimo a Giovanni nelle acque del fiume Giordano, allora tu hai mandato dal cielo in forma di colomba lo Spirito Santo e hai testimoniato con la tua stessa voce, che in lui, tuo Figlio unigenito, dimora tutta la tua compiacenza. Su di lui a preferenza di tutti gli altri uomini, hai effuso l’olio di esultanza profeticamente cantato da Davide. Ora ti preghiamo, o Padre: santifica con la tua benedizione + quest’olio, dono della tua provvidenza; impregnalo della forza del tuo Spirito e della potenza che emana dal Cristo dal cui santo nome è chiamato crisma l’olio che consacra i sacerdoti, i re, i profeti e i martiri. Confermalo come segno sacramentale di salvezza e vita perfetta per i tuoi figli rinnovati nel lavacro spirituale del Battesimo. Questa unzione li penetri e li santifichi, perché liberi dalla nativa corruzione, e consacrati tempio della tua gloria, spandano il profumo di una vita santa. Si compia in essi il disegno del tuo amore e la loro vita integra e pura sia in tutto conforme alla grande dignità che li riveste come re, sacerdoti e profeti. Quest’olio sia crisma di salvezza per tutti i rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo; li renda partecipi della vita eterna e commensali al banchetto della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Tutti: Amen.”.
Le formule riportate sopra, per il fatto di essere antiche e usate da secoli nella Chiesa, meritano non solo di essere lette ma anche meditate e conservate per la preghiera personale.
In fondo due di questi tre oli sono stati ricevuti nel Battesimo e nella Confermazione, per mezzo dei quali siamo Chiesa e siamo nella Chiesa.

 


"Per un pugno di dollari"


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