La Pasqua, la massima solennità cristiana che, tra l'altro, segna annualmente la fine della stagione invernale e l'inizio della stagione primaverile, è il punto discriminante della storia della salvezza.
Con la Pasqua di Cristo ha fine il dominio del male, del peccato e della morte e inizia l'era ultima della redenzione, della riconciliazione e della vita.
La celebrazione dei sacramenti, in particolare quelli della Iniziazione cristiana, Battesimo, Cresima ed Eucaristia, è l'introduzione fondamentale dell'essere umano nella vita nuova di Cristo.
È il passaggio da una condizione disonorevole alla piena dignità di figli di Dio. La vita sacramentale dei credenti è contemporaneamente la fine della brutta stagione passeggera e l'ingresso nella buona stagione: quella eterna.
Si potrebbe pensare che tutto ciò sia un passaggio automatico, prevedibile, normale, come avviene in natura, con l'avvicendamento delle stagioni. In realtà la Pasqua è stata un avvenimento la cui manifestazione era imprevedibile, anche se lungamente promessa, frutto della piena libertà del Padre, che in Cristo ha manifestato il suo amore.
Da quella lontana primavera di duemila anni fa, i credenti in Cristo si sforzano di prendere coscienza della grandezza e del valore di una così sconvolgente opera. Grandezza e valore inestimabili che tuttavia rischiano di essere collocati dall'uomo contemporaneo sullo stesso piano di altre verità ordinarie, seppure con tutto il rispetto dovuto.
Il mistero della morte e risurrezione di Cristo però è attivo e operante con una dirompente forza propria, divina. Infatti non c'è nulla che possa compromettere il suo progetto: magari rallentarlo, ma non impedirlo.
La coscienza o consapevolezza umane, alimentate dalla adesione di fede, e la grazia dei segni sacramentali, consentono al mistero pasquale di fiorire nel genere umano e di sanare quella radice malata e corrotta che aveva condotto l'umanità al baratro.
La Pasqua è definibile come la risposta di Dio alla ricerca di speranza e fiducia presenti da sempre nella persona umana.
All'uomo di fede la luce pasquale illumina gli occhi sul significato della sua esistenza: vivere eternamente beato accanto al suo Padre creatore e a Cristo salvatore.
Prima e dopo, fine e inizio hanno al centro Gesù risorto: colui che apparentemente era solo un uomo comune, uno scomodo maestro, colpito dalla condanna solitamente riservata ai peggiori assassini. Non togliere la vita alle persone colui che l'ha creata e la offre a tutti. In lui è la vita perché lui è la vita.
Nell'imminenza della Pasqua 2015 è spontaneo, anzi necessario, chiedere al Dio della vita di dare luce pasquale a quella parte di umanità che è ancora immersa nelle tenebre dell'odio, della violenza, della vendetta, del ricatto, dello sfruttamento, della menzogna, della corruzione.
Sorga ancora e sempre il sole nuovo, il sole da oriente, il sole della eterna giovinezza: porti con sé la fine e l'inizio ultimi.
L'umanità non ha la forza di rimuovere la pietra che essa stessa ha fabbricata, cercando di impedire il tuo ritorno. Manda il tuo angelo, o Signore, e fa che la nostra notte si illumini come il giorno. (Pio XII, Messaggio Urbi et Orbi, Pasqua 1957).


"Per un pugno di dollari"


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