È risaputo che alla nascita di una nuova parrocchia, la figura del suo primo parroco è particolarmente legata alla memoria comune della popolazione: una figura mitica, per certi versi, perché dà una impronta personale e carismatica alle prime vicende di quella comunità, certamente anche partecipando agli sforzi e ai sacrifici, per costruire le strutture necessarie alla pastorale parrocchiale. La parrocchia di Santa Maria di Cittadella ha avuto il suo primo parroco nella persona di don Marco Perin.


Chi era costui? Ecco il profilo biografico, pubblicato nel Bollettino Diocesano di Padova nel mese di luglio 1971. Perin Marco, nato a Camposampiero il 9 gennaio 1895, ordinato sacerdote il 17 luglio 1921, cooperatore nelle parrocchie di S. Nazario, Rocca d'Arsiè, Montegrotto, vicario economo di Taggì di Sopra e di Piovega. Fu nominato arciprete di Valle S.
Giorgio nel marzo 1932, vicario economo di Camponogara il 17 maggio 1948, nominato parroco di S. Maria di Cittadella il 20 dicembre 1949. Fu trasferito parroco a Fossaragna il 12 maggio 1952, dove rimase fino al 7 ottobre 1961, quando, per motivi di salute, si ritirò a vita privata.
Morì a Padova il 14 luglio 1971 (età 76).
Nel libro della Cronistoria parrocchiale di Santa Maria, probabilmente lo stesso don Marco scrive come si sono svolti i fatti prima e dopo la sua nomina a parroco.
Infatti don Marco Perin arriva a Santa Maria il 10 ottobre 1948, cioè più di un anno prima di essere nominato parroco. Certamente allora non poteva avere il titolo di parroco di Santa Maria perché la parrocchia non esisteva ancora ufficialmente: il vescovo mons. Bortignon la eresse il 16 novembre 1949, cioè un anno dopo.
Il 10 ottobre 1948 don Marco arriva a Santa Maria (che allora si chiamava ancora Vaccherie) e si festeggia trionfalmente il suo primo ingresso, che egli descrive con precisione e su cui non mi dilungo. Il 4 ottobre 1949 il presidente della Repubblica italiana Einaudi decreta che la frazione Vaccherie di Cittadella si chiamerà Santa Maria.
Nel mese di novembre 1949 don Perin è invitato dalla Curia a presentarsi all'esame, come si faceva allora, per poi essere nominato parroco. Infatti il 20 dicembre arriva la nomina a parroco, in latino, che don Marco trascrive nel libro della Cronistoria.
Il suo ingresso ufficiale come parroco è il 7 maggio 1950: esattamente sessantacinque anni fa.
Come andarono le cose? Ecco come sono descritte nella cronistoria.
La domenica 7 maggio [...] alle otto arrivarono presso la canonica di Salvarosa di Castelfranco (dove don Perin si era recato per qualche giorno di ritiro e preghiera) tre auto, quella dei Signori Maggiolo Cesare, Ceruti Giuseppe e quella dei familiari.
A prelevarlo erano presenti i Sigg. Fabbriceri Tecchio A., Pellanda Secondo, Pegorin Santo e Tecchio Adolfo.
Presentati gli omaggi e gli auguri al suono di quei bronzi il novello pastore salì sulla prima auto e si partiva alla volta di Cittadella ove attendevano le auto di mons.
G. Maria Brotto Bertoncello, delle autorità civili e militari, quella della rappresentanza di Taggì di Sopra che fece omaggio di un mazzo di garofani bianchi. In canonica di Cittadella ricevuti gli omaggi e gli auguri delle autorità ecclesiastiche, civili e militari, nonché di altre personalità si ripartì alla volta di Santa Maria. Al corteo di auto precedeva una lunga colonna di ciclisti.
Entrati in paese tutto era preparato a festa, case, strade con damaschi, fiori, bandiere, archi, striscioni inneggianti.
Alla Facca tutta la popolazione festante era ad attendere e accogliere il loro amato pastore al suono della banda musicale di S. Giorgio in Brenta e del concerto delle belle armoniose sonore campane.
Composto il lungo corteo di popolo, di associazioni cattoliche e congregazioni tra canti e suoni si arrivò alla chiesa parrocchiale ove una beniamina dalla gradinata diede il benvenuto.
Alla porta della chiesa mons. Brotto Giov.
Maria Bertoncello porge l'acqua santa e a stento per la calca di popolo si arriva al battistero. La schola cantorum di oltre 50 cantori intona il "Tu es sacerdos" sotto la valente guida dei Sigg. Zanato Cesare e Ivaldo. Terminato poi il "Veni, Creator" con l'Oremus, il padre Forlani legge la Bolla di nomina. Segue la cerimonia di immissione compiuta dal rev.mo mons.
dott. Mario Zanchin, cancelliere vesc., dopo la quale egli tiene un magnifico discorso con il quale si congratula con il novello primo parroco e con la buona e generosa popolazione. Finito il discorso, il parroco passa in sacrestia a pararsi e al vangelo tiene il discorso.
Assistono diacono don Francesco Bertoncello e suddiacono don Luigi Miotto.
In posti distinti in presbiterio assistono mons. cancelliere, mons. Brotto Giovanni Maria Bertoncello, don Arturo Tecchio, don Fancesco Peterlin, don Cesare Griggio.
In posti assegnati della navata abbiamo le autorità civili e militari, i fratelli, sorelle, parenti del festeggiato, una numerosa schiera di amici, conoscenti, ammiratori, tra cui notiamo il sig. Pighi, Giovanni Bizzotto, sig. Gollin Renzo, segretario comunale, il maresciallo, ing. Giulio Brunetta, geom. Bruno Svegliado, Cesare Stefanello in rappresentanza dell'on. Mario Saggin, i conti Francesco Donà delle Rose e Vio Antonietta in Donà delle Rose, il sig. L. Scudiero in rappresentanza dei conti Carlo Ferrari e Andreina Cittadella Vigodarzere in Ferrari, il sig. A. Fabbiano per il conte Giusto Giusti del Giardino, il sig. Giulio Tollin, impiegato al municipio di Villadelconte ed altri. Fu cantata la Messa 2ª Pontificale del Perosi eseguita magistralmente dalla schola cantorum di Santa Maria, diretta dai sigg. Zanato Cesare e Ivaldo. A mezzogiorno al pranzo sociale di oltre 200 coperti p. Forlani partecipò le adesioni del Camilliani di Mottinello, di mons. Emilio Basso, l'indirizzo di mons. Brotto Giov. M. Bertoncello, di mons. Gius. Stella vescovo di La Spezia, di mons. Aless. Santinello, di mons. Enrico Barbiero, di padre Italo Beltrame, del prof. Mincio, di don Pio Marconato, di mons. prof. Cerato, i telegrammi degli on. Storchi e Saggin, di padre Gallio, di don Giov. Perin, di Fam. Rizzetto ecc.
Furono lette le adesioni della contessa Andreina Cittadella in Ferrari, di don Augusto Rebellato, delle insegnanti elementari di Facca, del cav. Vaccaro, del dott. Carlo Alberto Collavo.
Parlarono sig. Cesare Stefanello e Dino Rebellato. Arrivò anche don Piero Costa col vicepresidente degli Uomini Cattolici.
Finito il pranzo al suono della banda si passò in chiesa gremitissima di persone per le S. Funzioni ove il novello parroco rivolse un secondo commosso discorso di ringraziamento.
Venne cantato il Te, Deum. La banda svolse un scelto programma, fu data la scalata alla cuccagna e sulla sera lo spettacolo pirotecnico. Funzionò la pesca e le campane rallegrarono la riuscitissima festa con la loro bella armonia.
Tutti rimasero soddisfatti della riuscitissima festa, ammirata la chiesa, gustato il concerto delle 5 campane.
Questo è il racconto dell'ingresso del primo parroco di Santa Maria.
Da notare che allora il campanile non esisteva ancora ma la parrocchia si era già procurata le sue cinque campane, che erano arrivate in paese il 18 aprile 1950.
A questo racconto segue nella cronistoria la trascrizione dell'omelia che don Perin ha tenuto durante la S. Messa.
Tuttavia il ministero pastorale di don Marco Perin a Santa Maria fu breve.
La cronistoria parrocchiale, con la data del 12 maggio 1952, riporta molto sinteticamente la notizia della sua nomina a parroco di Fossaragna di Bovolenta.
Il vicario sostituto (cioè il sacerdote provvisoriamente incaricato) è don Luigi Miotto, cappellano da dieci anni a Cittadella.
Diventerà il secondo parroco di Santa Maria. Il rapido avvicendamento di don Marco non ha spiegazioni ufficiali, ma da quanto riferiscono i racconti su quel periodo, potrebbe essere dovuto a dolorosi problemi di buon vicinato.
Esiste infatti nell'archivio della Curia vescovile di Padova una nutrita raccolta di documenti che indicano un clima pesante in quel periodo, tanto da richiedere addirittura l'intervento della Santa Sede, attraverso la Congregazione dei Vescovi.
L'arrivo di don Luigi Miotto ha probabilmente portato una certa distensione.
Con lui infatti prende avvio la costruzione del campanile e della scuola materna. Ma questa è un'altra storia.

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