La Liturgia del Mese di Luglio si presenta ricca e di particolare importanza per i Cristiani.
La prima domenica, il 3 Luglio, ricordava la chiamata non solo degli Apostoli e il loro mandato, ma anche la chiamata dei cristiani d’oggi, cioè come essere alla sequela di Gesù Cristo, e la testimonianza nel fare il bene. Anche San Giovanni Paolo II esortava a non aver paura di aprire, anzi spalancare, la porta del cuore a Cristo. Tutto questo si può realizzare dando più tempo e spazio, nella vita quotidiana, al Signore. Il tempo dato a Dio non è mai tempo sprecato ma guadagnato: il Signore non si lascia mai battere in generosità! Domenica 10 Luglio era proposta la parabola del buon Samaritano.
Gesù narra questa Parabola dopo che un dottore della Legge lo aveva interrogato sulla vita eterna ed il Cristo rimandava allo stesso le risposte, cioè: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente (con tutto l’essere)” e “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (con il fare). Ciò che fa la differenza tra il sacerdote ed il levita, rispetto al samaritano nei confronti del fratello-prossimo incappato nei briganti, è stato, narra Gesù, l’aver avuto compassione di lui (cioè l’essere stato compassionevole) fino a prendersene cura (fare il bene).
Anche il Vangelo di Domenica 17 Luglio si collega a quello della domenica precedente. Infatti prima viene l’essere e poi il fare. Prima Maria e poi Marta. Prima l’ascolto e poi l’azione. Ecco l’importanza di accogliere Gesù dentro di sé, aprire a Lui la porta del cuore (per cuore gli antichi intendevano la sede più intima dei pensieri, cioè l’essere), per poi servirlo nella vita quotidiana (fare) in modo ordinario, magari con la solita routine. Ascolto e servizio con la gioia che proviene dalla convinzione di essere amati dal Maestro, il quale ha misericordia per i suoi discepoli (compassione).
Nella Domenica 24 Luglio Gesù insegna a noi e agli apostoli la preghiera del Padre Nostro. Alla fine di questa preghiera si chiede di essere prima perdonati: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori” e poi la capacità di perdonare il prossimo (fare). Con le parole: “Venga il tuo Regno” si chiede a Dio la forza per mettere lui al primo posto (cioè essere colmati del suo amore) e poi: “Sia fatta la tua volontà”, mettere in pratica la sua Parola (fare).
Infine nelle due domeniche successive Gesù consiglia di accumulare tesori in Dio piuttosto che quaggiù: una chiara allusione a raggiungere la vita eterna, costruendo nel frattempo il bene (fare).
La Vergine Maria meditava tutte queste cose nel suo cuore (essere) e poi, dopo aver ascoltato l’angelo Gabriele, disse: “Si compia in me secondo la tua Parola”. Così fece della sua vita, con l’aiuto dello Spirito Santo, un capolavoro!

Giorgio Berton

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