(1ª parte)

Nel presente e nel passato, una necessità molto sentita in una parrocchia è la creazione di uno spazio aggregativo per tutti, e in particolare per le giovani generazioni. Un luogo per la catechesi dei ragazzi, per la vita associativa dei gruppi e per gli incontri comunitari. In varie parti d’Italia, tale istituzione è chiamata Oratorio, mentre da noi si usa il termine Patronato.
Anche Santa Maria di Cittadella, pur essendo una parrocchia relativamente giovane, dispone ormai da cinquant’anni di una struttura nata per questi scopi.
Sicuramente questa fu il sogno di don Luigi Miotto, il secondo parroco di Santa Maria (1952-1959). La sua figura è associata alla realizzazione del campanile, ma a lui è legato anche l’acquisto del terreno sul quale furono poi realizzati la Scuola Materna e il Patronato parrocchiali. La vicenda si svolse così.
Egli annota nel registro della Cronistoria: Acquisto terreno. Nel giugno 1955 il sig. Baggio Lino, fu Sante, dava alla Chiesa di S. Maria un’ottima occasione d’acquisto terreno (comunale S. Maria-Facca), atto sotto tutti gli aspetti per il cambio-terreno a lato della Chiesa, proprietà della Casa di Ricovero, Cittadella, terreno quest’ultimo necessario per opere parrocchiali ed eventuale sviluppo di un piccolo centro, nonché possibilità di un posto per Scuole Elementari.
Dopo il permesso della Rev. Curia e le buone promesse del presidente della Casa di Ricovero Sig. Bevilacqua, il parroco firmò i preliminari (30 giugno 1955).
Più sotto, don Luigi continua l’annotazione: Il terreno acquistato è pari a campi padovani 2½+1/8 e venne per la somma di Lire 2.050.000. La popolazione apprese il fatto con vera soddisfazione. Il pagamento si effettuò il 26 settembre 1955, con l’aiuto di prestiti di buoni parrocchiani. Due anni dopo, in data 3 dicembre 1957, il parroco scrive: Volturazioni terreno. La Chiesa di S. Maria, dietro permesso della Curia vescovile, con preliminare del 30 giugno 1955, acquistò dalle Signore Zanco-Zambon di S. Maria campi 2½ siti in Comune di Cittadella, Foglio XXXIV, Sezione B, N. 19-20-23, con la somma di Lire 2.050.000, e, dopo la perizia di stima del Geom. B. Svegliado e decreto prefettizio del 21 settembre 1956 N. 25- 669, passò in reale possesso di detto terreno il 2 gennaio 1957, con volturazioni presso il Notaio Zambiasi. Pure, dopo lunghe trattative con la presidenza della Casa di Ricovero di Cittadella, e perizie di stima e decreto prefettizio del 20 aprile 1957 N. 93.4, la Chiesa di S. Maria in data 3 dicembre 1957 mutò il terreno sopra descritto con l’appezzamento Foglio XXXII, Sezione B, N. 162, pari a Campi 3 di proprietà della Casa di Ricovero con un conguaglio di Lire 373.000 in danaro.
Ed ora il terreno è lì, accanto alla Chiesa, e attende le nuove opere a bene di tutta la parrocchia e in particolare dei bambini e gioventù.
L’ultima annotazione al riguardo, da parte di don Luigi, che è anche l’ultima sua annotazione nel registro della Cronistoria, poiché fu trasferito parroco a Sarmeola di Rubano, dice così: L’Asilo Pio X su disegno Ing. Brunetta, sviluppato Geom. Svegliado, sarà costruito con cantiere di lavoro già approvato e dal Genio Civile e dall’Ufficio Provinciale del Lavoro. 11 gennaio 1959, Don Luigi Miotto.
Con pazienza ma anche con passione e zelo, un sacerdote e la sua comunità hanno dato avvio in questo modo ad alcune strutture ancora funzionanti e utili, ma soprattutto adatte nelle dimensioni alle esigenze di una popolazione che si aggirava allora sulle seicento persone. Come spesso accade negli ambienti ecclesiastici, ciò che uno inizia, un altro deve portare avanti e terminare.
Così almeno dovrebbe avvenire di norma, ma non sempre, purtroppo, le cose vanno così. Nel Registro della Cronistoria, don Luigi Miotto non lascia alcun commento sulla conclusione del suo ministero a Santa Maria, se non una brevissima affermazione: oboedientia et pax (obbedienza e pace). Si può forse sospettare in lui un senso di delusione per non aver raggiunto il completamento dei suoi progetti. Ma lo attendeva la parrocchia di Sarmeola di Rubano, dove ebbe modo di esprimere la sua intraprendenza e la sua energia nella realizzazione di opere nuove, ben più impegnative: chiesa, canonica e patronato.
Nel giro di pochissimi giorni arrivò a Santa Maria il suo successore e terzo parroco, don Pietro Munari (1959-1969), prima con incarico provvisorio e poi come parroco effettivo. Con lui si aprì un nuovo capitolo della storia parrocchiale, che sarà materia dei prossimi mesi.
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