Tornando sul filo dei ricordi, per chi ha vissuto questi fatti o per chi è nato dopo, propongo la cronaca di due avvenimenti marginali, legati a questa parrocchia e avvenuti cinquant’anni fa, nel 1967. Li registra il parroco di allora, don Pietro Munari, nel libro della Cronistoria. Si tratta della riunione dei capifamiglia e dell’elettrificazione delle campane.
A ricordo del 50º anniversario apparizioni di Fatima: adunanza capifamiglia: 28 febbraio. È stato deciso:
Per ricordare il 50° Anniversario delle Apparizioni di Fatima, il Rev.
Parroco, nell’adunanza straordinaria dei capifamiglia,

tenuta il 28 febbraio nella sala parrocchiale, ha proposto la sistemazione del presbiterio della chiesa secondo le nuove disposizioni liturgiche.
La erezione della cappella votiva alla statua della Madonna Pellegrina in una delle due cappelle laterali della chiesa, la elettrificazione delle 5 campane e la installazione sul campanile dell’orologio elettrico col contributo del Comune.
I capifamiglia acconsentirono entusiasticamente e si impegnarono con offerte più generose e con prestiti senza interesse e a dilazionata restituzione. Di tutto il Rev. Parroco informò la Rev.da Curia di Padova ed ebbe dal Consiglio di Amministrazione l’autorizzazione per la elettrificazione delle campane e il 4 aprile ore 18,30 il sopralluogo della Commissione diocesana di Arte Sacra per le direttive in rapporto al restauro dell’abside della chiesa dalle infiltrazioni di umidità, alla erezione della cappella del SS.mo nell’abside, dell’altare della celebrazione, dell’ambone e della cattedra presidenziale nel presbiterio, della cappella della Madonna Pellegrina, titolare della chiesa in una cappella laterale. I disegni furono affidati all’Arch. Ing. Remo Val di Cittadella e l’esecuzione dei lavori al Cav. Ferruccio Donazzan marmista di Pove del Grappa.
I membri della Commissione diocesana sono stati: Mons. Alvise Dal Zotto, Mons. Luca Candiotto, Mons. Cesare Zaggia, Arch. Ing. Carretta.
Elettrificazione campane e orologio elettrico 23 aprile
La elettrificazione delle cinque campane e l’installazione dell’orologio elettronico sono state eseguite dalla ditta Fagan di Marola Vicentina.
La inaugurazione e benedizione, alla presenza del Sig. Sindaco di Cittadella, Prof. Antonio Pettenuzzo, è stata fatta dal Rev.mo Mons.
Aldo Pesavento, Arciprete di Cittadella, il quale al Vangelo ha illustrato l’importanza e la finalità delle campane.
Ciò è avvenuto domenica 23 aprile alle ore 19.00 con la partecipazione dei capifamiglia e dei fratelli Fagan Adone e Giulio.
Al termine della celebrazione il Rev.do Parroco ha offerto in canonica un rinfresco.
Se il progetto di elettrificazione delle campane fu completato, non lo furono invece i lavori di adeguamento liturgico nel presbiterio della chiesa, che non ebbero luogo. Anche la statua del Cuore Immacolato di Maria rimase al suo posto, sopra l’altare maggiore, in presbiterio.
Sarà invece il parroco successivo, don Giovanni Barba, in previsione della visita pastorale del vescovo Bortignon nell’autunno 1970, a eseguire i lavori che hanno reso il presbiterio così com’è ora e a collocare la statua della Madonna sulla nicchia dell’altare laterale di sinistra. Tale iniziativa ha purtroppo stravolto l’aspetto originario della chiesa, almeno in presbiterio. L’altare maggiore è scomparso e sostituito da un sottile supporto marmoreo, che ricorda vagamente il precedente altare, con lo scopo di reggere il tabernacolo.
Scomparse anche le balaustre, fatte di mattoni rossi a vista e ben intonate con la decorazione delle pareti della chiesa.
La mensa eucaristica fissa è stata costruita sul bordo dei gradini del presbiterio e risulta disagevole girarle attorno.
Si procedette anche con la realizzazione di una porta di comunicazione diretta tra la sacrestia e il presbiterio. In quegli anni tante chiese furono sottoposte a interventi molto invasivi e discutibili, con il permesso delle autorità competenti, e a radicali trasformazioni (o adeguamenti, come si diceva allora), che forse oggi sarebbero proibiti o sconsigliati e che la riforma liturgica del Concilio non voleva.

Santa Maria

 

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