Il tempo corre veloce ed i messaggi passano in fretta: il nostro Vescovo ha scritto una Lettera Pastorale per questa Quaresima e siamo ormai alla fine senza. . . averla letta! Proviamo a riassumerla un po’ assieme.
È vero che siamo spesso in carnevale, ma dovremmo pensare a chi è costretto a far Quaresima tutto l’anno, senza dimenticare che per noi cristiani è passaggio obbligato per partecipare alla Pasqua,
vittoria completa sul male, sulla morte, quindi fondamento di speranza e sorgente di gioia. È dono di Cristo, ma occorre saperlo accogliere bene. « Potremo dire – scrive il Vescovo Antonio – che la Quaresima è una terapia forte, non una semplice terapia di mantenimento, ma una terapia d’urto per risanare e rinnovare la nostra vita. Ne abbiamo proprio bisogno. Occorre una vera conversione, dando a Dio nella nostra vita, il posto che si merita, cioè il primo. Questo presuppone un senso profondo di Dio e la convinzione che dare a Lui “quel primo posto” è del tutto giusto e logico, perché lungi dall’umiliarci e privarci della nostra libertà, ci eleva e garantisce l’esercizio dell’autentica libertà.
In verità « la gloria di Dio è l’uomo vivente, perché la vita dell’uomo è la comunione con Dio » (S. Ireneo). Noi esistiamo infatti perché siamo pensati ed amati da Dio: in Lui è la sorgente della vita. Siamo creati a sua immagine. C’è un anelito verso Dio, per cui « il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio ». Il dramma dell’uomo, il nostro dramma sta proprio qui: non possiamo realizzare la nostra esistenza perfettamente e ottenere profonda felicità rimanendo nei limiti della nostra finitezza destinata alla morte. Dio allora viene incontro all’uomo: rivelandosi.
Si conosce veramente Dio se lo si cerca e lo si ama con tutto il cuore, rispondendo al suo amore infinito. La comunione vera con Dio riempie la vita di luce, di speranza, di amore, dona gioia e permette di gustare la vita presente e presentire la felicità futura ». Tutto questo è bello e giusto, ma non è facile realizzarlo: qualcosa si è rotto e corrotto. Bisogna riconoscere che ci sono diversi ostacoli prima nel nostro cuore e poi attorno a noi, infatti si vive « come se Dio non esistesse », e la « fede in Dio fosse affare privato ». Occorre rientrare in noi stessi, raccoglierci dalla dispersione, ri-centrare la vita in Dio. Occorre preghiera autentica, che parte dal cuore, che diventa ricerca del volto di Dio. Occorre “purificazione interiore” da scelte, da affetti, da comportamenti disordinati.
Questa si può ottenere in modo efficace con la grazia del sacramento della penitenza.
C’è poi la pratica del digiuno, un’esperienza religiosa universale, che può aiutare a: acquistare l’autodominio su se stessi e le proprie tendenze e istinti con vere rinunce; ristabilire una relazione armoniosa con ogni persona, specie con chi ci vive accanto; dominare l’aggressività: l’astinenza dalle carni ha il senso della rinuncia alla violenza; adottare un modello di vita sobria, liberandosi dal consumismo per donare ai poveri.
Non deve mancare però il nutrimento spirituale: « non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio » da leggere da soli, meglio ancora in famiglia. Ma il valore supremo è l’amore che apre alla piena conoscenza “sperimentale” di Dio.
Facciamo tesoro degli insegnamenti del nostro Vescovo e sarà una vera Quaresima e potremo così celebrare insieme una santa Pasqua. Allora auguri di cuore a tutti.

don Domenico Frison

"niente paura"


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