Tra i miei ricordi di bambino emerge un’espressione famigliare: quella di Anno Mariano. Trent’anni fa, precisamente nell’omelia della S. Messa, celebrata da papa Giovanni Paolo II il giorno 1 gennaio 1987, il pontefice annunciava al mondo la sua decisione di indire un Anno mariano, rivolgendosi a Maria santissima con queste parole: La Chiesa fissa i suoi occhi su di te come sul proprio modello. Li fissa in particolare in questo periodo in cui si dispone a celebrare l’avvento del terzo millennio dell’era cristiana. Per meglio prepararsi a quella scadenza,

la Chiesa volge i suoi occhi a te, che fosti lo strumento provvidenziale di cui il Figlio di Dio si servì per divenire Figlio dell’uomo e dare inizio ai tempi nuovi. Con questo intento essa vuole celebrare uno speciale anno dedicato a te, un Anno Mariano, che, iniziando dalla prossima Pentecoste, si concluderà, l’anno successivo, con la grande festa della tua assunzione al cielo. Un anno che ogni diocesi celebrerà con particolari iniziative, volte ad approfondire il tuo mistero e a favorire la devozione verso di te in un rinnovato impegno di adesione alla volontà di Dio, sull’esempio da te offerto, ancella del Signore.
L’iniziativa del papa aveva una sua originalità, infatti questo era il secondo Anno mariano nella storia della Chiesa. Il primo era stato indetto da papa Pio XII, dall’8 dicembre 1953 all’8 dicembre 1954, per commemorare il centenario della proclamazione dell’Immacolata Concezione fatta da papa Pio IX un secolo prima. Il 25 marzo 1984, a chiusura dell’Anno santo straordinario da lui proclamato, papa Wojtyla aveva fatto un solenne affidamento del mondo alla Madonna di Fatima.
Per l’occasione, la statua della Vergine era stata fatta arrivare a Roma dal celebre santuario portoghese; il papa l’aveva venerata per tutta la notte in preghiera nella sua cappella privata. In effetti l’Anno dedicato alla Madonna ebbe inizio il 7 giugno 1987, festa di Pentecoste, e si concluse il 15 agosto 1988, festa dell’Assunta. Prima che iniziasse l’anno mariano, papa Wojtyla pubblicò, il 25 marzo 1987, una enciclica dedicata alla Vergine Maria, intitolata Redemptoris Mater. Ricordo con chiarezza che il mio parroco, al termine della recita del Fioretto, nelle serate del mese di maggio 1988, commentava a brani quest’enciclica, con grande enfasi ed entusiasmo. Il Santo Padre Giovanni Paolo II scrisse anche la preghiera per l’Anno mariano, che pronunciò nella Basilica di Santa Maria Maggiore, sabato 6 giugno 1987.
Madre del Redentore, in quest’anno a te dedicato, esultanti ti proclamiamo beata.
Dio Padre ti ha scelta prima della creazione del mondo per attuare il suo provvidenziale disegno di salvezza. Tu hai creduto al suo amore e obbedito alla sua parola. Il Figlio di Dio ti ha voluta sua Madre, quando si fece uomo per salvare l’uomo. Tu l’hai accolto con pronta obbedienza e cuore indiviso. Lo Spirito Santo ti ha amata come sua mistica sposa e ti ha colmato di doni singolari. Tu ti sei lasciata docilmente plasmare dalla sua azione nascosta e potente. Alla vigilia del terzo millennio cristiano, a te affidiamo la Chiesa, che ti riconosce e ti invoca come Madre.
Tu, che sulla terra l’hai preceduta nella peregrinazione della fede, confortala nelle difficoltà e nelle prove, e fa’ che nel mondo sia sempre più efficacemente segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano. A te, Madre dei cristiani, affidiamo in modo speciale i popoli che celebrano, nel corso di quest’Anno Mariano, il sesto centenario o il millennio della loro adesione al Vangelo.
La loro lunga storia è segnata profondamente dalla devozione verso di te.
Volgi ad essi il tuo sguardo amorevole; da’ forza a quanti soffrono per la fede. A te, Madre degli uomini e delle nazioni, fiduciosi affidiamo l’umanità intera con i suoi timori e le sue speranze. Non lasciarle mancare la luce della vera sapienza. Guidala nella ricerca della libertà e della giustizia per tutti. Indirizza i suoi passi sulle vie della pace. Fa’ che tutti incontriamo Cristo, via, verità e vita. Sostieni, o Vergine Maria, il nostro cammino di fede e ottienici la grazia della salvezza eterna. O clemente, o pia, o dolce Madre di Dio e Madre nostra, Maria! L’Anno mariano non richiese un pellegrinaggio a Roma, ma trovò il suo svolgimento nelle varie diocesi con iniziative particolari. Fu invece sviluppata la “geografia dei santuari”, come la chiamò lo stesso Wojtyla, cioè la lista delle chiese e dei luoghi che in tutto il mondo sono dedicati alla Madonna, con grande organizzazione di pellegrinaggi. Le varie iniziative di questo Anno mariano erano completate dall’Indulgenza plenaria: anche questa è una espressione che mi riporta, con la memoria, a quel periodo. Infatti la Penitenzieria apostolica emise un decreto, in data 2 maggio 1987, col quale si regolavano le condizioni per lucrare l’Indulgenza plenaria. A Padova, nella riunione dei Vicari foranei, in data 26 maggio 1987, il Vescovo, mons.
Filippo Franceschi, comunicava che l’Anno mariano in Diocesi sarebbe stato aperto con una veglia il 6 giugno nella Basilica del Carmine a Padova. La conclusione sarebbe avvenuta invece presso il Santuario della Madonna Pellegrina, a Padova, con il rito di incoronazione della Vergine. A livello vicariale-parrocchiale furono indicati alcuni santuari mariani. Tuttavia le parrocchie erano libere di organizzarsi come volevano.
Nella riunione dei Vicari foranei, tenutasi a Villa Immacolata di Torreglia il giorno 11 settembre 1987, il Vescovo presentò l’elenco dei santuari mariani diocesani, dove era possibile acquistare l’indulgenza plenaria. Nel Vicariato di Cittadella, il santuario scelto era la chiesa del Carmine, in Borgo Padova

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