Siamo spesso bombardati da notizie, proposte, specie in questi ultimi tempi, che ci lasciano perplessi, togliendoci talora quella capacità critica per orientarci.
C’è la tentazione di rassegnarci all’andazzo comune, accettando passivamente tutte le informazioni, trangugiando non solo moscerini, ma anche rospi, oppure impuntarsi per andare controcorrente, prendendo posizione, col pericolo di schierarsi da una parte. . .
Un tempo quando il prete parlava dal pulpito, su certi argomenti, veniva ascoltato ed i fedeli lo seguivano: oggi se parla sbaglia, se tace vuol dire che gli conviene; talora poi sembra fare notizia ed avere seguito chi va a campi, calpestando spesso i raccolti. Forse vale ancora la pena di parlare con coraggio, con tanto buon senso, senza ergersi a maestri, adoperando una punta di ironia, per mettere a nudo quelle che sono le nostre contraddizioni, i tanti paradossi del nostro tempo, per riuscire così a riflettere e farci prender coscienza, svegliarci, per capire come stiamo vivendo e dove stiamo andando.
Forse ci può aiutare un comico americano George Carlin, famoso negli anni Settanta.

"Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti ma moralità più bassa, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno.
Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, meno tempo.
Più conoscenza, ma meno giudizio; più esperti, e ancor più problemi; più medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.
Abbiamo imparato come guardagnarci da vivere ma non, come vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa. Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.
Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima.
Abbiamo dominato l’atomo, ma non i pregiudizi.
Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare."



Si dice che Bertoldo si confessava ridendo, noi potremo almeno fare un esame di coscienza insieme, per guardarci dentro e dintorno, per cercare così di migliorarci.
Speriamo!


don Domenico Frison

"Per un pugno di dollari"


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