La Mia più bella invenzione, dice Dio, è Mia Madre.
Mi mancava una Mamma e l’ho fatta.
Ho fatto Mia Madre prima che ella facesse Me.
Era più sicuro.
Ora sono veramente un Uomo come tutti gli uomini.
Non ho più nulla da invidiar loro,
poiché ho una Mamma. Una vera. Mi mancava.
Mia Madre si chiama Maria, dice Dio.

La sua anima è assolutamente pura e piena di grazia.
Il suo corpo è vergine e pervaso da una luce tale
che sulla terra mai mi sono stancato di guardarla,
di ascoltarla, di ammirarla.
È bella Mia Madre, tanto che lasciando gli splendori del Cielo,
non Mi sono trovato sperduto vicino a lei.
Eppure so bene, dice Dio, che sia l’essere portato dagli angeli;
beh, non vale le braccia d’una Mamma, credetemi.
Maria Mia Madre è morta, dice Dio.
Dopo che Io ero risalito verso il Cielo, ella Mi mancava,
Io le mancavo.
Ella Mi ha raggiunto, con la sua anima, con il suo corpo, direttamente.
Non potevo fare diversamente. Era necessario.
Era più conveniente.
Le dita che hanno toccato Dio non potevano immobilizzarsi.
Gli occhi che hanno contemplato Dio
non potevano restar chiusi.
Le labbra che hanno baciato Dio non potevano irrigidirsi.
Quel corpo purissimo che aveva dato un corpo a Dio
non poteva marcire mescolato alla terra...
non ho potuto, non era possibile, Mi sarebbe costato troppo.
Ho un bell’essere Dio, sono suo Figlio, e comando Io.
E poi, dice Dio, l’ho fatto anche per gli uomini Miei fratelli;
perché abbiano una Mamma in Cielo.

 

bello ricordarlo in ottobre, mese dedicato alla Madonna.

don Domenico Frison
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