L’esperienza è una cognizione ricavata da fatti occorsi ed osservati direttamente, cioè una cognizione sperimentale con le sue quattro fasi: osservazione, ipotesi, verifica mediante esperimento, formulazione della legge. A sentirla enunciare così questa “esperienza” sembra una cosa complicata, ma nella realtà spicciola si traduce poveramente in “cantonate prese e viste prendere”.
Come a dire che è come “la somma dei nostri sbagli”. Da qui viene fuori che l’esperienza è maestra di vita e di conseguenza non può essere lasciata in mano a giovani sprovveduti.
Bisogna proprio dire che questa dote ha i capelli bianchi o che stanno imbiancando, se non sono già caduti. Se sono richiesto di un consiglio e saprei dare l’indicazione giusta per sbrogliare una certa situazione ingarbugliata, l’esperienza però mi dice che gli errori vanno sempre pagati e quindi il rimedio deve partire da lontano.
Ci sono persone disposte a darmi una mano. . . ma l’esperienza mi dice che bisogna stare attenti a non cadere nelle mani di uno che ti vuole addomesticare. L’aiuto sì, ma la mano no! Niente spinte in salita! Quando ero giovane mi sono risparmiato certe batoste perché avevo a fianco chi di esperienza ne aveva anche per me. Io gli dicevo quel che mi passava per la testa di fare ed egli sapeva dirmi come sarebbe andata a finire quella vicenda. . . Da allora cantonate per conto mio ne ho prese tante, ma non le ho addossate a nessuno!
Quel che urta spesso è sentire i consigli e le indicazioni sul da farsi da persone che non hanno fatto, sulla loro pelle, una collaudata sperimentazione.
. . L’esperienza mi dice che per proporre ad altri con sicurezza un determinato modo di vivere, bisogna guardarsi prima allo specchio e contare i nostri capelli bianchi. Bisogna esser già passati per quella strada, non dimenticando quanto sudori e lacrime sono costati! Non basta aver studiato, sapere: quel che conta è l’esperienza fatta o vista fare! I giovani, quelli del duemila, hanno trovato soluzioni nuove, non sperimentate, già confezionate, come in un supermercato, a portata di mano: forse ridono dei tanti sacrifici di chi cammina davanti. C’è da augurarsi che, vedendo quel che succede, sappiano servirsi delle esperienze positive che i nostri vecchi ci hanno lasciato in eredità.
Buona esperienza a tutti!

don Domenico Frison

"niente paura"


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